8.0
- Band: EPHEL DUATH
- Durata: 00:37:30
- Disponibile dal: 22/11/2005
- Etichetta:
- Elitist Records
- Distributore: Self
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Gli Ephel Duath sembrano avere come ragione d’esistenza la continua destrutturazione del proprio suono. Da un lato, sulla lunga distanza, nel giro di tre album la band veneta ha compiuto un’evoluzione vertiginosa, dall’altro, sulla breve distanza, non esiste un brano di “Pain Necessary To Know” che non si sviluppi su strutture arditissime e sprezzanti. Tanto basterebbe a fare del gruppo di Davide Tiso una realtà da seguire con attenzione e a cui riconoscere il coraggio di ricercare con tanta furia una metamorfosi ininterrotta in un panorama che fa dell’immobilismo (ostentato o dissimulato) un mezzo per conservare privilegi legati alla popolarità e alla fruibilità. Tanto basterebbe, ma con gli Ephel Duath non ci si deve accontentare; e così, prima di essere il monumento alla compulsione ritmica di cui tratteremo tra poco, “Pain Necessary To Know” è un bellissimo disco. Non bello perché astratto, convulso, fratturato, ma bello perché i brani che lo compongono sono belli, intelligenti, coraggiosi. Meno chirurgico di “The Painter’s Palette”, il nuovo album degli Ephel Duath sembra voler affiancare alla competenza tecnica della band un rinnovato bisogno di interpretare i pezzi, che pur nella loro complessità spiazzante vengono esaltati da un’esecuzione più istintiva, da una produzione più sporca e da un suono più live. Ridotto l’apporto vocale al solo scream, le nuove composizioni si fondano su strutture ancor meno legate alla ciclicità della “canzone”, all’interno delle quali la voce ricopre un ruolo assimilabile in tutto e per tutto a quello degli altri strumenti, dei quali asseconda le traiettorie sghembe. “Pain Necessary To Know” è un album difficilissimo ed estremamente autarchico, che si muove con spaventoso equilibrio sul filo dell’implosione e stratifica metal, hardcore, jazz trasformando tutto in un’altra cosa. Un’esperienza sonora prossima alla sfida, complessa e strutturata, ma mai esclusivamente cerebrale, mai sterile.
