EPISTASIS – Light Through Dead Glass

Pubblicato il 14/05/2014 da
voto
7.5
  • Band: EPISTASIS
  • Durata: 00:35:23
  • Disponibile dal: 01/04/2014
  • Etichetta: Crucial Blast
  • Distributore:

Si aggiunge una nuova band al manipolo di entità post-black metal che stanno delineando i contorni della scena newyorkese capitanata da band come Krallice, Vaura, Castevet, Psalm Zero, Dysrhythmia, Imperial Triumphant e compagnia bella. Parliamo degli oscurissimi Epistasis, enigmatica presenza avantgarde metal (in cui milita il batterista dei fenomeni tech metal Pyrrhon, nonché proprio degli Imperial Triumphant) che, dopo essere purtroppo passata sotto quasi tutti i radar un paio di anni fa con un validissimo debutto uscito tramite The Path Less Traveled Records, stavolta tira fuori il coniglio dal cilindro con un numero pauroso, licenziando un nuovo album spiazzante ed esaltantissimo capace di sedurre anche la schizzinosa ed altamente esigente Crucial Blast Records. Pur nella loro patologica oscurità e assurdità stilistica, gli Epistasis hanno saputo far meglio di tutti i loro stretti cugini menzionati poc’anzi, licenziando un lavoro contorto e surreale dall’elevatissimo contenuto tecnico-compositivo, ma che trova come propellente primario una disperazione incontenibile, capace di materializzare scenari nefasti e agghiaccianti con una incombenza e una onestà debordanti, e risultando essere quindi un lavoro estremamente tangibile. Il limite più grande di band come i Castevet e i Krallice è il fatto che sono band austere ed estremamente autoreferenziali, chiuse nei loro tecnicismi spesso troppo ermetici ed autoindulgenti. La loro tecnica paurosa è sia il loro punto forte sia, a tratti, anche il loro cruccio. Gli Espistasis invece hanno saputo prendere l’avantgarde black metal della scuola newyorkese con tutto il suo carico di tecnicismi e iperboli compositive per trasformarlo in un qualcosa di ben più pragmatico, diretto e incombente e capace di rapire i sensi dell’ascoltatore con una facilità davvero superiore. La proposta dei Nostri mantiene i piedi ben saldi nel mondo circense e obliquo dei Mr Bungle di Zorn e dei No Means No, ma allo stesso tempo è stata anche capace di azzerare la complessità della propria proposta con una debordante verve crust-hardcore e un notevole piglio blackened death metal che sta a cavallo tra Gorguts e la follia più allucinata dei nuovi Mayhem guidati da Attila Cshar. La performance squassante della vocalist Amy Mills rimane il punto focale permanente della musica degli Epistasis, mentre intorno a lei i suoi compagni di band erigono tempestose composizioni di black metal siderale e lisergico che senza sosta entrano ed escono dal noise, dal neojazz e dal death metal con ondulazioni compositive tanto azzardate quanto sorprendentemente riuscite. Ulteriore strato di dissolvenza e raffinatezza stilistica è donato al lavoro dal sublime lavoro al sax della stessa Mills e da un andamento compositivo surreale e claustrofobico del lavoro che grazie all’ottimo lavoro svolto dalle chitarre nelle dissonanze può essere persino accostato a mostri sacri dell’avant-death come Portal e Ulcerate. Provate a definirli non ci riuscirete mai, ma, nonostante l’inafferrabilità della loro natura artistica, tutto l’ascolto rimare esaltante. Per tutti i fan di Kayo Dot, Gorguts, Fantomas, Portal, Ulcerate, Krallice, Castevet e Dysrhythmia.

TRACKLIST

  1. Time's Vomiting Mouth
  2. Finisterre
  3. Witch
  4. Candelaria
  5. Grey Ceiling
  6. Gown Of Yellow Stars
1 commento
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