EPISTHEME – Descending Patterns

Pubblicato il 08/05/2014 da
voto
7.0
  • Band: EPISTHEME
  • Durata: 00:38:17
  • Disponibile dal: 01/04/2014
  • Etichetta:
  • Distributore:

Dopo i bergamaschi Dejanira, tocca ai catanesi Epistheme esordire sulla lunga distanza in questo periodo dell’anno metallico: l’accostamento delle band citate non è affatto casuale, in quanto entrambe debuttano su full-length tramite delle autoproduzioni ed entrambe propongono una piuttosto personale rilettura di un progressive metal più o meno estremizzato. Concentrandoci sul combo siciliano, va subito detto che il prog-metal dei Nostri è di stampo raffinato e quasi delicato, forse condizionato da una scelta di suoni troppo puliti e poco incisivi – ciò non deve essere visto per forza come un aspetto negativo di “Descending Patterns”; dipende un po’ dal gusto personale, in fatto di produzioni, del singolo fruitore. Grazie a questa scelta, difatti, se é vero che si perde un pochetto in aggressione, é altresì reale il guadagno nella percezione degli strumenti e delle voci, sentasi a proposito il ben evidente basso dell’ottimo Riccardo Liberti, fondatore degli Epistheme. La tracklist, breve (o lunga) il giusto per sviluppare interesse e non generare noia, si dipana attraverso sette tracce – fra le quali la brillante ed emozionale strumentale “Shades Of May” – non facilissime da assimilare, in quanto nel progressive degli etnei c’è poco spazio per melodie troppo accattivanti, immediate e/o pacchiane, né per sfuriate estreme a tutta violenza: ci si trova di fronte, in “Descending Patterns”, ad un sound quasi intimo e ovattato, nonostante non manchino attimi di groove panteroso (sentire, ad esempio, il collegamento tra il finale di “Erase That Frame” e la partenza di “Silent Screaming”, tolto di peso dalle note di una “This Love” o una “I’m Broken” qualsiasi) e vocals abrasive ad opera di Luca Correnti, emulo del nostro GL Perotti nello screaming e dotato di un pulito un po’ monocorde che però non si accoppia male con lo stile degli Epistheme. Dove però i Nostri fanno valere il loro background è nei tanti momenti introspettivi che costellano il lavoro, donanti una piacevole e rilassante atmosfera di classe a tutto l’ensemble. Tirando le somme, quindi, “Descending Patterns” si rivela un bel disco da ascoltare con attenzione e pazienza, che comunque non deve far sedere sugli allori i suoi compositori, bensì spronarli ad approfondire la loro ricerca musicale ancora di più. Bravi.

TRACKLIST

  1. Eyeland
  2. Erase That Frame
  3. Silent Screaming
  4. Shades Of May
  5. Blindside
  6. Endless Apathy
  7. Nemesis
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