EQUILIBRIUM – Equinox

Pubblicato il 20/11/2025 da
voto
4.5
  • Band: EQUILIBRIUM
  • Durata: 00:44:51
  • Disponibile dal: 28/11/2025
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast

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Forse è solo un segno dei tempi che cambiano, ma risulta davvero difficile capire come qualcuno possa aver pensato che unire folk metal e deathcore (più numerosi altri ingredienti altrettanto antitetici, come musica elettronica da dancefloor, nu metal e altre amenità di egual risma) potesse generare qualcosa di anche solo vagamente apprezzabile.
Di diverso avviso sono, evidentemente, i tedeschi Equlibrium, che su questa unione sacrilega hanno messo le basi per la composizione del qui presente “Equinox”, settimo full-length della loro nutrita discografia, in rampa di lancio per la pubblicazione sotto l’egida della prestigiosa label Nuclear Blast.
Partiti come canonica (nonché acclamata) epic/folk metal band, i nostri hanno sconvolto la propria fan base col controverso e sperimentale “Renegades” del 2019, e ritornano ora, a ben sei anni da distanza dal suddetto full, con un album che, sebbene apparentemente più coerente e coeso, ne suscita le medesime perplessità.

L’impressione che si ha durante l’ascolto di questo “Equinox” è quella di star giocando a un gioco di ruolo ambientato in un generico mondo fantasy dai connotati pagan quando, a un certo punto, qualcuno ci piazza in mezzo un incrociatore imperiale di “Star Wars”, per poi rincarare la dose con una comparsata di Jem And The Holograms e chiudere il tutto con un’apparizione live di Sandy Marton che coverizza Lorna Shore e Slipknot.
Il risultato, come si può facilmente intuire, è un papocchio capace di generare numerose imprecazioni stupefatte, durante l’ascolto: un vero peccato perché, sorvolando sul suono un po’ troppo ‘laccato’ (cui la Nuclear Blast ci ha da tempo abituato), gli Equilibrium dimostrano di saperci fare, nei momenti in cui la commistione fra folk metal (con tanto di strumenti tradizionali) e melo-death di stampo svedese prende il sopravvento, come accade nelle pur passabili “Legends”, “Bloodwood” e “Anderswelt” (pur affossate, a loro volta, da alcuni modernismi assolutamente evitabili), o nella goticheggiante “Borrowed Waters”.
Risulta però davvero difficile non storcere il naso davanti a brani francamente sconcertanti come “Awakening”, col suo alternarsi di riff stoppati e aperture epic/folk riproducenti in musica lo stesso effetto della marmellata sulla pastasciutta (per tacere del finale elettro-pop), la slegata “Gnosis”, con i suoi intermezzi quasi nu metal a spezzare un afflato epico altrimenti non disprezzabile, l’allucinante “I’ll Be Thunder”, col suo uso dell’elettronica semplicemente disarmante, l’orrenda “One Hundred Hands” (ipotetica via di mezzo fra Slipknot e ultimi In Flames) o la conclusiva “Nexus”, ideale crocevia fra il deathcore più becero, i Rammstein e i Crematory più elettronici, con giusto una spruzzatina di Eluvietie per dare al tutto un tocco folk a dir poco fuori luogo.

A poco possono le ospitate della violinista Shir-Ran Ynon (proprio ex Eluveitie) e di alcuni membri degli olandesi Heidevolk: il buon mastermin René Berthiaume, coadiuvato dalla ‘partner in crime’ Jessica Rösch e dal nuovo arrivato Fabian Getto alle voci principali, ha dato vita a un’opera tanto bombastica negli intenti ed ineccepibile dal lato tecnico quanto sconclusionata nei risultati, che fallisce su tutta la linea sia nel voler trasportare l’ascoltatore in un ipotetico immaginario epic/folk, sia nel volerlo stupire con istrionismi e modernismi vari, a causa del modo totalmente forzato in cui i Nostri hanno cercato di far convivere due visioni musicali così antitetiche.
Si fa davvero fatica a immaginare quale tipo di pubblico potrebbe apprezzare un lavoro come questo “Equinox”, se non forse la fetta più giovane, più abituata e avvezza a questo tipo di suoni e proposte. Bocciato senza appello su tutta la linea.

TRACKLIST

  1. Earth Tongue
  2. Awakening
  3. Legends
  4. Archivist
  5. Gnosis
  6. Bloodwood
  7. I'll Be Thunder
  8. Anderswelt
  9. One Hundred Hands
  10. Borrowed Waters
  11. Rituals of Sun and Moon
  12. Nexus
  13. Tides of Time
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