EREB ALTOR – Vargtimman

Pubblicato il 08/01/2022 da
voto
7.5
  • Band: EREB ALTOR
  • Durata: 00:42:29
  • Disponibile dal: 14/01/2022
  • Etichetta:
  • Hammerheart Records

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Del senno di poi son piene le fosse: vero, verissimo; tuttavia, con un pizzico di amaro in bocca, ci sentiamo di prendere in prestito l’antico proverbio per scovare il pelo nell’uovo all’interno delle meritate celebrazioni inerenti il qui presente “Vargtimman”, nona fatica degli Ereb Altor. Un album intenso, pregno di misteriosa epicità, a conferma della costante ascesa del quartetto svedese; un disco che permette al combo di Gävle di compiere un ulteriore passo in avanti a livello artistico, accaparrandosi una buona dose di personalità e concretezza nei confronti di quei Bathory, da sempre loro mentori principali. E allora dov’è la questione? Che sapore ha questo amaro in bocca? Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è quell'”Edens Boning”, rilasciato la scorsa primavera: un EP semplicemente perfetto che, concentrando in venti minuti tutti gli elementi di forza della band scandinava, aumentava di diritto le attese per il nuovo lavoro. Un’avvisaglia altamente qualitativa che, col senno di poi (eccolo!) avrebbe potuto rimanere in standby ancora qualche mese così da riversare tutto il suo potenziale proprio in “Vargtimman”.
Sì perché, se da una parte, la fusione tra epic, folk e blackened metal è garantita dalla superba “I Have The Sky”, dalla complessità della titletrack, dalla solitaria “Fenris”, dalla granitica “Den Dighra Döden” (una delle migliori dell’intero pacchetto) e dalla spedita “Rise Of The Destroyer”, altrettanto non si può dire dei rimanenti tre pezzi, rappresentati in toto dalla non così eccelsa “Alvablot”. Tre ‘mancanze’ che sarebbero potute essere tranquillamente colmate dalle quattro perle contenute in “Eldens Boning”, andando quindi a completare un sontuoso inizio d’anno targato viking metal. Nessuna tirata d’orecchie alla coppia Mats & Ragnar, tutt’altro: la proposta discografica egregiamente suddivisa tra Ereb Altor e Isole, testimonia infatti la versatilità creativa del duo svedese, e “Vargtimman”, premiato tra le altre cose da un’ottima produzione e da una cover esemplare, né è un degno esempio. Rimane di fatto quel ‘maledetto’ EP, piazzato a metà strada tra il precedente “Järtecken” ed il nuovissimo full-length, a lasciarci leggermente spiazzati, pensando a ciò che avrebbe potuto essere, un hot album coi fiocchi, e quello che invece, rimanendo comunque su ottimi livelli, rappresenta nella realtà.

TRACKLIST

  1. Have The Sky
  2. Vargtimman
  3. Fenris
  4. Rise Of The Destroyer
  5. Alvablot
  6. Den Dighra Döden
  7. Ner I Mörkret
  8. Heimdals Horn
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