7.5
- Band: EREGION
- Durata: 00:44:28
- Disponibile dal: 24/05/2024
- Etichetta:
- Rockshots
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Terzo album ufficiale per i power metaller piemontesi Eregion, i quali si ripresentano sul mercato con una line-up parzialmente rinnovata, grazie all’ingresso del bassista Davide Gianforte e del cantante Dario Fontana, rivelatosi uno degli aghi della bilancia per quel che concerne la nostra valutazione finale; diciamo questo poiché uno dei difetti principali dei lavori precedenti risiedeva proprio nel comparto vocale, decisamente sottotono rispetto a quanto ci si aspetta da un prodotto con determinate ambizioni.
In questo caso, invece, siamo in presenza del loro lavoro dagli sforzi produttivi più elevati; questo appare evidente guardando la copertina, e viene ulteriormente confermato nel momento in cui i primi brani iniziano a risuonare: il sound risulta infatti più convincente, e notiamo con piacere la grande maturità raggiunta dai singoli brani e dal songwriting in generale, il quale si rivolge direttamente a tutti quegli ascoltatori affezionati a sonorità rese celebri dai Rhapsody e poi riproposte da una moltitudine di band, di cui parecchie provenienti dall’Italia.
Chiaramente non si tratta di un ascolto indicato per chi cerca l’originalità nel senso stretto del termine, ma se si è degli amanti di una determinata deriva stilistica, non vi è alcun dubbio che ci sarà di che essere felici in compagnia dell’epica opener “Kingdom Of Heaven”, della grintosa “The Rival Kings” o di una più evocativa “Earendil The Mariner”, dedicata ovviamente alla nota figura nata dalla penna di J.R.R. Tolkien e rievocata anche nella successiva “Earendil Star”; composizioni, queste, tutte interpretate ottimamente dal sopracitato nuovo ingresso dietro al microfono, il quale incarna finalmente ciò che ci si aspetta di trovare in quello che è uno dei ruoli chiave all’interno di una band, soprattutto se si tratta di un genere esigente sul piano vocale come il power metal.
Più essenziali le chitarre, che rimangono sempre e comunque all’interno di determinati confini, posti probabilmente anche per evitare di strafare o di mettere troppo in risalto una componente shred che, evidentemente, non rappresenta in alcun modo la priorità degli Eregion. Inattaccabile invece la sezione ritmica, in particolar modo per quel che riguarda il drummer Andrea Muscarello, che qui fornisce la sua miglior prova esecutiva, arricchendo il tutto con una pacca notevole e degna di un batterista metal con tutti i crismi.
Un altro elemento importante sono senza dubbio le orchestrazioni e gli inserti di strumenti come il violino, che qui risultano presenti e bene a fuoco, in un contesto fantasy come quello presente all’interno dell’album in questione, e che anche nelle battute finali non arrancano, proponendo alcuni degli estratti migliori del pacchetto: tra questi vorremmo citare l’accoppiata composta da “Badon Hill” e “Far My Land”, fino a giungere, man mano, ad un finale poetico e assolutamente non stiracchiato; parliamo sempre e comunque di un album votato all’intrattenimento, ed è bene che le tempistiche siano corrette e ben dosate in casi analoghi.
Senza ombra di dubbio possiamo quindi dire che “Non Omnis Moriar” sia il miglior album ad opera del combo piemontese, che finalmente sembra aver trovato la quadra su cui basare i prossimi passi della propria carriera; magari non arriverà mai a toccare determinati apici commerciali, ma senza dubbio rappresenta una piacevole e luccicante aggiunta all’interno di un sottobosco a tratti un po’ saturo di formazioni sprovviste di piglio, e quindi bisognoso di uscite discografiche di buona fattura. Come questa.
