ERGOT – Empty Waters Down The Mist

Pubblicato il 09/11/2013 da
voto
5.5
  • Band: ERGOT
  • Durata: 00:19:42
  • Disponibile dal: 23/09/2013
  • Etichetta:
  • Distributore:

Gli Ergot sono una one man black metal band di Trieste che per qualche motivo ha deciso di autodefinirsi “ambient black metal”, mentre in realtà in questa musica di un qualsivoglia elemento ambient sentiamo ben poco. Ciò che al contrario sentiamo maggiormente è un black metal ancestrale, scarnificato e tremendamente old school che cita in ogni sua parte direttamente la prima ora della gloria black, ovvero le nefaste vicissitudini scandinave degli inizi degli anni Novanta. Parliamo di un proto-thrash mortifero, regresso e gelido, diretta espressione dei primi Darkthrone e soprattutto dei primi Bathory, quelli funesti e velenosi del debutto omonimo. Certe cavalcate più ampie e solenni ricordano i primi Enslaved e quel verbo “viking” che poi è stato abbracciato anche negli ultimi lavori più punk ed heavy-oriented degli stessi Darkthrone. Altri momenti come in “Lost Wisdowm” si fanno più comatosi e avviliti, acquisendo connotati più “depressive” non lontani da quanto fatto dai primi Shining o dalla solitudine alienante di Striborg o Xasthur , ma sono sprazzi isolati di introversione e desolazione che punteggiano un lavoro altrimenti più votato al suono più maligno e sferzante del black più canonico. In “Veils” poi la band si lascia andare addirittura a momenti più gothic e industrial-oriented grazie agli ampi spazi lasciati alle tastiere, momenti che possono ricordare da lontano gli Ulver o gli Arcturus, ma sono momenti troppo volatili e semplificati al livello compositivo per poter fare dei paragoni azzeccati con entità più famose. L’assenza della batteria inoltre ha spinto i Nostro musicista ad usare una drum machine che comunque dona all’intero lavoro un taglio quasi industrial, cosa che ha di molto limitato il dinamismo e la visceralità di un lavoro già di per sé piantatissimo in una tradizione totalmente immobilista e ormai satura e ancorato ad un’estetica trita e ritrita. In ultima istanza va detto anche il lavoro è anche carente di un songwriting avventuroso e dinamico e molto più interessato a sviluppare una logica stilistica e creativa più imitatrice di una gloria passata che orientato a sviluppare un discorso più personale e pregno di una propria personalità, e in grado di dire qualcosa di nuovo nel genere o comunque di distinguere il musicita coinvolto come songwriter d’eccezione pur nel suo irremovibile tradizionalismo.

TRACKLIST

  1. Wrecked Away
  2. In Love We Trust
  3. Veils
  4. Opening The Gate Of Reality
  5. Lost Wisdom [Bonus Track]
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