ESSENZ – Manes Impetus

Pubblicato il 28/08/2018 da
voto
7.5
  • Band: ESSENZ
  • Durata: 00:57:20
  • Disponibile dal: 10/08/2018
  • Etichetta: Amor Fati Productions
  • Distributore:

Sussurri impossibili da interpretare. Uragani strumentali rigonfi di potenza, affoganti di colpo in rallentamenti paradossali. Chitarre aperte e ritmi arrembanti, fumiganti saette death-black, che si abbattono liberatorie e regrediscono senza preavviso in mormorii e rumori angoscianti. Tradizione e fierezza underground dai modi spicci, mediate da ermetismo liturgico e un’interpretazione quasi metafisica del metal estremo. Questi elementi, e molto altro ancora, compaiono nell’ostico “Manes Impetus”. Idee sparse, smozzicate, tentazioni irrefrenabili e riflessioni ponderate, si legano e accavallano in questo terzo album dei berlinesi Essenz. Formazione schiva, parca di comunicazioni, indifferente a dare di sé altra manifestazione e spiegazione che non sia quella meramente sonora. Di per sé mai del tutto esplicativa, piena di zone d’ombra, un insieme di input tra loro collidenti e interagenti secondo quei canoni astratti, ma inflessibili nell’impatto, che il miglior metal estremo europeo sta esprimendo negli anni ’10. Death e black metal band che riprendono le lezioni dei capiscuola e le rivoltano in flussi intermittenti di pensiero, ricavando materiale che non esce dall’alveo dei generi di annosa denominazione, rivestito però di un’aura sperimentale idonea ad apparire qualcosa d’altro rispetto alle influenze di partenza.
L’enigma degli Essenz, formazione dove militano G.ST e T.NGL degli altrettanto validi e più death metal-oriented Drowned, rimane fortunatamente non svelato nemmeno con questo disco, che arriva a sei anni da quel piccolo capolavoro di “Mundus Numen” e ne ripercorre grosso modo le inafferrabili caratteristiche. La band, divenuta nel frattempo un quartetto (il quarto uomo, D.BF, si dedica a effetti e rumori sparsi), gioca su molti piani, in modo così subdolo e noncurante da apparire addirittura più semplice di quel che è, in un primo approccio. Perché nell’immediato, a farsi notare, sono le ritmate, incalzanti progressioni a tutta velocità che rendono i primi minuti di “Peeled & Released” e “Unfolding Death” una scenografica, riuscita, rivisitazione di death e black metal nordico, interpretati con selvaggia ruvidezza e un sottile respiro epico. Ma le connotazioni cambiano in fretta, o forse è l’angolatura che muta, la prospettiva: quando i tempi attenuano la loro foga e le chitarre da frenetiche diventano un calmo rimbombare doom, emerge un fare solenne e cerimoniale, che stringe in una morsa di paura, avvicina a un freddo sepolcrale, ricorrendo a sobri interventi ambient e noise. Il basso, quando messo in primo piano, si pone con giri catacombali a spartiacque fra i movimenti più incalzanti e quelli dove i disturbi del suono hanno diretta corrispondenza in un disagio crescente nella nostra percezione.
Il possente cerimoniale occulto di “Randlos Gebein” costituisce la perfetta rappresentazione dell’anima sacerdotale della formazione, mentre alla breve “Apparitional Spheres” va il compito di illustrare le doti dei musicisti quando sono alle prese con trame concise e arrembanti. “Sermon To The Ghosts” è un capitolo dark ambient perfettamente incastonato nel tormentato sviluppo narrativo di “Manes Impetus”, che plasma il rumore, in ogni sua forma, per rilasciarne una sostanza ora più corposa, ora più vaporosa e indefinita, avente come denominatore comune quello di diffondere inquietudine, instillare timore per la presenza di qualcosa di sovrannaturale nell’aria. Il resto della tracklist pencola fra robuste iniezioni di irruenza irresistibile e un dondolarsi sghembo in un buio insondabile, esplorato in coltri strumentali che richiedono un certo sforzo per essere apprezzate al meglio. Nella sua interezza, il nuovo full-length degli Essenz sconta un songwriting leggermente meno incisivo del suo predecessore, il cui valore, racchiuso in una semplice votazione, sarebbe stato un otto sonante: ma si sta parlando di un confronto a livelli prestigiosi; chi del quartetto tedesco nulla conosce può partire tranquillamente da questa sua ultima fatica.

TRACKLIST

  1. Peeled & Released
  2. Unfolding Death
  3. Amortal Abstract
  4. Randlos Gebein
  5. Apparitional Spheres
  6. Sermon to the Ghosts
  7. Ecstatic Sleep
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