ESTATE – Mirrorland

Pubblicato il 30/04/2018 da
voto
7.5
  • Band: ESTATE
  • Durata: 00:45:29
  • Disponibile dal: 20/04/2018
  • Etichetta: Mighty Music
  • Distributore: Audioglobe

La Russia, sotto molteplici punti di vista, è un paese tanto controverso quanto affascinante e, musicalmente parlando, c’è già stato in passato chi è riuscito a sorprendere la critica specializzata proponendo album a volte un po’ particolari, altre più derivativi, ma generalmente ben composti e prodotti in maniera ottimale. Purtroppo è risaputo che il metal estremo da quelle parti viene percepito ancora oggi in maniera non esattamente amichevole (ricordiamo lo spiacevole episodio accaduto qualche anno fa all’aeroporto con Nile e Belphegor, o anche quello che ha visto protagonisti Nergal e i suoi Behemoth), e anche per questo la maggior parte delle band più interessanti a sfoggiare la bandiera russa sono dedite comunque a proposte melodiche e generalmente orientate verso il folk, come i ben noti Arkona, o il power, come i vari e talentuosi Beorn, Hammerforce, Imperial Age e quant’altro. Gli Estate corrispondono in pieno al concetto appena analizzato, tant’è che la loro musica è un concentrato di tutti quegli elementi tanto cari agli amanti del power metal moderno, con un songwriting potente e tamarro al punto giusto che trova buona parte della sua forza nell’utilizzo delle tastiere e nelle melodie ficcanti. Rispetto all’esordio “Fantasia” questo “Mirrorland” strizza meno l’occhio alle atmosfere e in generale agli elementi folk, preferendo puntare tutto su quell’esplosività e quella potenza tipica di band europee quali Stratovarius, Lost Horizon, Labyrinth e simili, facendo quindi anche un cenno a realtà ricche di elementi progressive e persino al power metal giapponese alla Gauntlet. Tra i dieci brani della tracklist trovano spazio cannonate come la iniziale titletrack, le micidiali “Stolen Heart” e “Lady Wind” e la penultima “Matter of Time”, così come tracce più emotive e meno violente come “Winter Kingdom” e “Knight of Hope”; c’è spazio persino per la semi-ballad “Silvery Skies” che odora di Avantasia in ogni passaggio. La voce di Iliand Ferro è piuttosto nasale e potrebbe non piacere a tutti, anche se a noi non è affatto dispiaciuta e ci ha ricordato gente come Martin Steene degli Iron Fire o l’ex Sinbreed, nonché Seventh Avenue, Herbie Langhans; il guitar work invece è quello che tutti si aspettano da una proposta simile, con quindi molti assoli colmi di note e delle ritmiche che avranno probabilmente richiesto l’utilizzo di chitarre a sette corde. Tra i vari ospiti presenti in questo fantasioso album citiamo lo scrittore dark fantasy americano Glen Cook, cui si deve l’opus diviso in tre atti “The Storm of the Age”, e due illustri guest come Mark Boals e Mats Leven che possiamo trovare nelle due bonus track, che altro non sono che due brani già presenti in scaletta ma riproposti in una versione eseguita in collaborazione coi due sopracitati vocalist. Insomma, c’è poco da dire, i russi il power metal lo sanno fare piuttosto bene, e questo “Mirrorland” ne è l’ennesima dimostrazione; quindi non possiamo che consigliare a ogni estimatore del genere di fare una bella ricerchina in modo da farsi una succosa infarinatura sulle numerose band valide che provengono da quelle fredde terre, oltre ovviamente a dare una chance agli Estate, poiché potrebbero davvero essere in grado di sorprendere, così come sono stati in grado di fare con chi vi scrive.

TRACKLIST

  1. Mirrorland
  2. The Ghoul
  3. Stolen Heart
  4. Winter Kingdom
  5. The Storm of the Age Part 1: Storm of the Age
  6. The Storm of the Age Part 2: Knight of Hope
  7. The Storm of the Age Part 3: Lady Wind
  8. Silvery Skies
  9. Matter of Time
  10. Springtime
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