ETERNAL EVIL – The Gates Beyond Mortality

Pubblicato il 09/11/2023 da
voto
7.0
  • Band: ETERNAL EVIL
  • Durata: 00:40:57
  • Disponibile dal: 27/10/2023
  • Etichetta:
  • Listenable Records

Secondo full-length per i giovanissimi black/thrasher svedesi Eternal Evil, il cui esordio, uscito appena due anni fa, dal titolo lunghissimo e da una improbabile copertina a tinte barbariche, non ci ha fatto certo gridare al miracolo, ma ci ha permesso a suo tempo di trascorrere una (tutto sommato) piacevole quarantina di minuti a suon di sfuriate, blasfemia e sanissima ignoranza a rotta di collo.
Il qui presente “The Gates Beyond Mortality” parte sostanzialmente dal medesimo concetto, ma eleva il tutto in una dimensione decisamente più professionale e meglio confezionata, anche grazie al lavoro dello staff di Listenable Records, che in questo caso si occupa di valorizzare un prodotto che fa, per l’appunto, delle mazzate il proprio valore principale: immancabili i riff affilatissimi e le sezioni di batteria ad acceleratore pigiato, così come qualche sprazzo melodico volto ad incrementare il valore puramente musicale dei singoli pezzi, con tutta l’ispirazione tipica delle realtà svedesi, che riescono serenamente a destreggiarsi tra fasi tiratissime e altre più cadenzate, ma senza trascurare quel minimo di orecchiabilità che, in un prodotto dai rimandi classici, è bene che non manchi.
La voce dell’appena diciannovenne Adrian Tobar Hernandez è uno dei lievi punti deboli dell’album, ancora piuttosto piatta e poco versatile (per quanto questa possa essere una caratteristica di punta in una produzione black/thrash), ma considerando che parliamo di un musicista così giovane, siamo certi che ci sarà modo e tempo per migliorare il proprio stile. Questo è un discorso che vogliamo estendere all’intera band, che dovrà certamente lavorare parecchio per sfoggiare quel minimo di personalità necessaria a ritagliarsi una nicchia all’interno dell’underground, il quale comunque siamo comunque sicuri li stia già accogliendo con relativo entusiasmo. Del resto, con pezzi come “Guerrilla Warfare”, “Funeral Prayers” e “Desecration Of Light” i fan di Sodom e Destruction, ma anche di Bathory e Destroyer 666, sapranno certamente come mettere in pratica le proprie doti da mosher ed headbanger con tutti i crismi del caso.
Un altro possibile difetto è riscontrabile nelle scelte strutturali della prima parte del prodotto, perchè la scaletta sembra inizialmente essere stata suddivisa come la proverbiale altalena: un pezzo a rotta di collo, seguito da un altro più lento (e tendenzialmente meno esaltante), a sua volta preludio di un’altra smitragliata e così via; almeno finché la band non decide di osare, aumentando non solo la voglia di menare durissimo a velocità spianata, ma anche la durata dei pezzi, che in questo modo adottano una natura parzialmente duplice. Non a caso, ci sentiamo di inserire “The Astral Below” e la simil suite conclusiva “The Cursed Trilogy” tra gli estratti migliori del pacchetto, grazie a quell’alone di freschezza da esse portato ad un ascolto altrimenti un po’ prevedibile, pur senza nulla togliere a una violentissima, anche se un po’ stereotipata, “Immolation”.
In generale la seconda metà ci è parsa molto più matura e curata della prima, e la sopracitata traccia da oltre sette minuti ci ha oltremodo stupito, in quanto sembra essere stata trattata proprio come una trilogia, con tre diverse anime a coesistere perfettamente, per la gioia di ogni ascoltatore sufficientemente attento tra una scapocciata e l’altra.
In certi casi è obbligatorio fare un sano compromesso tra la nostra valutazione di quello che è un lavoro con ancora qualche mancanza qui e là, e quello che è invece il nostro indice di gradimento personale: ed in questo caso non possiamo  che terminare l’ascolto piacevolmente soddisfatti ed esaltati, considerando che parliamo di una formula che non invecchia mai e continua imperterrita a farci divertire come matti, soprattutto sotto il palco con addosso cintura di proiettili e gilet di pelle borchiato.
Ci sono ancora dei limiti che fanno apparire questo lavoro un gradino sotto altre uscite simili di quest’anno – come ad esempio quanto fatto dai tedeschi Cruel Force o dai britannici Hellripper, giusto per citare due dei migliori – ma la sostanza c’è tutta, così come anche la passione per il metallo classico più violento e dirompente. Se questi ragazzi giocheranno bene le loro carte, siamo sicuri che in futuro potremo collocarli accanto ai migliori, tra le nuove leve del genere.

TRACKLIST

  1. Depths Of A New Eternity
  2. Guerrilla Warfare
  3. The Gates Beyond Mortality
  4. Funeral Prayers
  5. Signs Of Ancient Sin
  6. Desecration Of Light
  7. The Astral Below
  8. Immolation
  9. The Cursed Trilogy
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