ETHS – Ankaa

Pubblicato il 26/04/2016 da
voto
7.0
  • Band: ETHS
  • Durata: 00:58:07
  • Disponibile dal: 04/22/2016
  • Etichetta:
  • Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

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Throwback Thursday: chi scrive, all’epoca appena entrato in redazione, ricorda come fosse ieri quel lontano giorno di otto anni fa in cui sentì per la prima volta con un’allora semi-sconosciuta band francese, restando immediatamente rapito dal micidiale mix di sonorità nu-core e cantato in lingua madre, con la grazia e la follia di un usignolo posseduto dal demonio. Quella band erano ovviamente gli Eths, l’album “Tératologie” e l’usignolo Madame Candice Clot, nel frattempo uscita dal gruppo dopo aver dato alla luce un figlio e il precedente “III”. Incuriositi dall’ingresso in formazione della nuova singer Rachele – reclutata dopo averne ammirato la performance in growl alla versione francese di Italian’s Got Talent -, aspettavamo dunque con trepidazione “Ankaa”, quarto capitolo che se da un lato segna una parziale inversione di tendenza (poco spazio all’inglese), dall’altro sembra confermare un ulteriore allontamento dalla follia degli esordi, in favore di un sound più raffinato ma non per questo meno efficace. Se l’opener “Nefas” funge da ponte con il passato, a partire dalla successiva “Nihil Sine Causa”, grazie anche alla collaborazione con Sarah Layssac degli Arkan e Jon Award dei Threat Signal, assistiamo ad un riuscito mix tra ritmiche modern metal e ritornelli arabeggianti, inframezzati da un massiccio bridge elettronico. Ecco, volendo trovare un difetto a questa quarta fatica della formazione transalpina potremmo citare una dilatazione a volte eccessiva dei pezzi (“Seditio”, “Nixi Dii”) e gli intermezzi strumentali (“Sekhet Aaru”, “Alnitak”), ma si tratta di un peccato secondario in una tracklist per il resto compatta e gustosa come un blocco di torrone, grazie anche all’eccellente drumming dello special guest Dirk Verbeuren. Tra gli episodi più riusciti, segnaliamo anche la quasi scanzonata “Har1”, il mid-tempo semi-recitato di “Kumari Kandam” e la doppietta finale con “Alnilam” e “Mintaka”, degna chiusura di un dischetto sicuramente più prolisso e meno sorprendente rispetto ai suoi predecessori, ma sempre godibile per gli amanti del modern metal in generale e dell’idioma francese in particolare.

TRACKLIST

  1. Nefas
  2. Nihil Sine Causa
  3. Amaterasu
  4. Seditio
  5. Nixi Dii
  6. Vae Victis
  7. HAR1
  8. Sekhet Aaru
  9. Kumari Kandam
  10. Alnitak
  11. Alnilam
  12. Mintaka
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