EVADNE – A Mother Named Death

Pubblicato il 14/07/2017 da
voto
7.5
  • Band: EVADNE
  • Durata: 01:04:10
  • Disponibile dal: 26/06/2017
  • Etichetta: Solitude Prod.
  • Distributore:

Dopo una piuttosto lunga assenza discografica, durata ben cinque anni e mitigata in parte dalla release dell’EP “Dethroned Of Light” del 2014, gli spagnoli Evadne si ripresentano sulle scene in un momento in cui, soprattutto nella loro terra natia grazie all’ottimo festival Madrid Is The Dark, si sta riscoprendo un (sotto)genere mai troppo incensato da consensi positivi generali, il death-doom atmosferico. Non molto distante dalle già convincenti coordinate del precedente lavoro, “The Shortest Way”, il nuovo “A Mother Named Death” denota una formazione ancor più maturata e consapevole dei propri mezzi, che convince un’altra volta tramite la proposizione di partiture a tratti molto aggressive, a tratti ricercate e malinconiche. Il metallo oscuro ed emozionale dei valenciani non si concentra solamente su di una parte, su di un’emozione dell’ampio spettro a disposizione delle compagini che si cimentano con il doom-death metal, bensì ne amplia la concezione dandogli un afflato progressivo e memore di gruppi sia primordiali (My Dying Bride, Katatonia), sia di ensemble relativamente più giovani (Ahab, Barren Earth). Gli Evadne cercano di mantenere alta l’attenzione del fruitore, nonostante la lunghezza standard dei loro brani superi gli otto minuti, dando poche certezze e componendo in maniera fluida e dinamica le canzoni, mai troppo ‘pesanti’ da digerire, mai esageratamente dolciastre e ammiccanti. I cambi di tempo sono organici e funzionali alla canzone composta, così come i molteplici mood e vocalizzi utilizzati. Nulla di nuovo o particolarmente sconvolgente all’interno della scena – in fin dei conti “A Mother Named Death” è ‘solo’ un buon disco di genere, scritto, suonato e prodotto con tutti i crismi dovuti – ma comunque un’ennesima ghiotta occasione per imbeversi, alle temperature afose di questi giorni, in defatiganti umori autunnali e depressivi, dotati di arrangiamenti e puntellature da scoprire ascolto dopo ascolto, lasciando scorrere il sentire come un fiume notturno, raggomitolati in un grembo placido conducente alla pace dei sensi.

TRACKLIST

  1. Abode Of Distress
  2. Scars That Bleed Again
  3. Morningstar Song
  4. Heirs Of Sorrow
  5. Colossal
  6. 88:6
  7. Black Womb Of Light
  8. The Mourn Of The Oceans
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.