EVERSIN – Armageddon Genesi

Pubblicato il 26/06/2018 da
voto
8.0
  • Band: EVERSIN
  • Durata: 00:44:00
  • Disponibile dal: 29/06/2018
  • Etichetta: My Kingdom Music
  • Distributore: Audioglobe

Gli Eversin giungono al loro quarto full-length (rectius: il quarto con l’attuale moniker) con la pubblicazione di “Armageddon Genesi”. Dal punto di vista stilistico, si riscontra un’assoluta coerenza con il percorso intrapreso dalla band in occasione prima di “Tears On The Face Of God” e poi con “Trinity: The Annihilation”: con il primo dei due titoli ora citati, infatti, il gruppo siciliano aveva virato in maniera decisamente più marcata verso il thrash (peraltro abbandonando l’utilizzo delle tastiere), introducendo poi soprattutto con l’album successivo qualche sonorità un po’ più moderna, oltre all’innesto del batterista Danilo Ficicchia, un’autentica macchina da guerra dietro le pelli e l’uomo giusto per orientare lo stile della band sempre più verso la potenza e la velocità. Dicevamo che “Armageddon Genesi” prosegue dunque il percorso intrapreso con i due album precedenti, dato che tutti gli aspetti che hanno caratterizzato questi lavori vengono ora esaltati e portati all’apice, dando vita ad un disco quanto mai solido e convincente sotto tutti i profili. Tralasciando dunque la solita breve intro, la band propone una serie di tracce che rappresentano un autentico concentrato di violenza sonora e aggressività, costruito attorno ad una sezione ritmica precisa e dirompente, riff decisi e alla voce roca ma sempre carica di pathos di Angelo Ferrante. Gli Eversin in passato hanno dimostrato di sapere impostare brani dall’approccio molto tecnico o di sapere creare un certo mood, ma su “Armageddon Genesi” mostrano di volersi concentrare principalmente sul lato più aggressivo del proprio sound: la tracklist parte dunque con dei brani devastanti e di grande impatto, ispirati a tematiche apocalittiche, che non mancano di coinvolgere per la propria carica trascinante. Se nella prima metà ritroviamo dunque delle tracce molto dirette e senza fronzoli, nella seconda parte viene dato invece maggiore spazio a soluzioni un po’ più particolari: davvero apprezzabili ed interessanti, ad esempio, gli inserti arpeggiati in “Where Angels Die”, ma anche dopo un brano articolato e aggressivo come “To The Gates Of The Abyss”, la chiusura viene affidata ad una delicata chitarra acustica. Si segnala, poi, come i testi di “Seven Heads” siano stati ispirati e riadattati direttamente da estratti dell'”Apocalisse” di San Giovanni, così come può evidenziarsi il fatto che nella title-track si sia optato per un cantato ancora più aggressivo del solito: peraltro, in questa traccia canta come guest Lee Wollenschlaeger dei Malevolent Creation, ma non si tratta dell’unico ospite, dato che il grande (purtroppo di recente scomparso) Ralph Santolla impreziosisce con un bell’assolo il brano “Soulgrinder”. Buon disco dunque da parte di questa formazione, che s’inserisce certamente in un filone di gruppi thrash che s’ispira ai vari Slayer, Testament, Annihilator, Death Angel, Megadeth, ecc., ma che tutto sommato ha saputo distinguersi per la giusta dose di personalità, definendo sempre più nel corso degli anni quello che è il proprio sound, con le sue peculiarità, riuscendo davvero a trovare la sua più compiuta espressione proprio negli scenari apocalittici di “Armageddon Genesi”.

TRACKLIST

  1. A Dying God Walks The Earth
  2. Legions
  3. Jornada Del Muerto
  4. Soulgrinder
  5. Havoc Supreme
  6. Where Angels Die
  7. Seven Heads
  8. Armageddon Genesi
  9. To The Gates Of The Abyss
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