6.0
- Band: EVERSIN
- Durata: 00:14:14
- Disponibile dal: 19/05/2016
- Etichetta:
- Club Inferno
- Distributore: Audioglobe
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Nel tentativo di dare la massima spinta promozionale possibile al loro terzo full-length uscito a maggio 2015, “Trinity: The Annihilation”, esattamente un anno più tardi gli Eversin hanno sfornato il secondo singolo tratto da quell’album, “Flagellum Dei”. Una pubblicazione destinata ai die-hard fan della formazione agrigentina, pubblicato in digitale e in edizione limitata di cinquanta copie numerate a mano. Un’operazione lodevole se guardiamo all’impegno immesso dai quattro per far conoscere la propria musica, un po’ meno da quello contenutistico, per una release che ha il sapore del riempitivo. In neanche un quarto d’ora di musica sono presenti infatti una canzone già contenuta in “Trinity: The Annihilation” (la title track dell’EP), la riedizione riveduta e corretta di una inserita nel secondo disco (stiamo parlando di “For The Glory Of Men MMXVI”), la cover dei Sepultura “Refuse/Resist” e un remix di “We Will Prevail”, ad opera di Mario De Castro dei Jack Jumper. “Flagellum Dei” è presentata nella stessa versione dell’ultimo full-length e serve da apripista per le vere aggiunte alla discografia dei Nostri. “For The Glory Of Men MMXVI” è la nuova versione di “For The Glory Of Men”, presente come strumentale nell’album “Tears On The Face Of God”, di cui è l’opener: qui viene rivisitata con l’aggiunta di un’energica linea vocale, in linea con il piglio tirannico dell’ultimo disco, ed è passata al setaccio da un remaster completo, utile a costruirle attorno una spessa corazza d’acciaio. In entrambi i casi si parla di due discreti compendi di thrash moderno dall’approccio severamente cibernetico, in cui chitarre iper-compresse dettano legge al fianco di vocalizzi brutali e invasati e le ritmiche assestano sonore mazzate, con tutti gli strumenti ben poco preoccupati di dare respiro melodico alle composizioni. Era il difetto di “Trinity: The Annihilation”, non poteva scomparire in questo singolo che ne è di fatto una costola. La cover dei Sepultura, che vede la prestigiosa apparizione di Mick Montaguti degli Eletrocution alla voce, è piuttosto fedele all’originale e ha il merito di portare impressa il marchio aspramente sci-fi degli Eversin. I siciliani, misurandosi con un pezzo belligerante e altamente hardcore come lo storico inno di battaglia dei fratelli Cavalera negli anni di vacche grasse, vanno a nozze con lo spirito rivoltoso di lyrics e musica e sfruttano al meglio il talento del singer ospite, nei primi anni ’90 uno dei migliori emuli di Max Cavalera. “We Will Prevail”, anch’essa presente nell’ultimo album, finisce per diventare ancora più tamarra di quello che non era già in origine: il remix così non stona rispetto al mood primigenio del pezzo, assecondando un’indole ‘core’ che potrebbe rappresentare l’evoluzione prossima ventura degli Eversin, diventati nel tempo molto più estremi e massicci degli esordi di “Divina Distopia”. “Flagellum Dei” è per forza di cose interlocutorio, funzionale a mantenere un minimo di attenzione su una band che se da un lato, a nostro giudizio, ha ancora diversi difetti da aggiustare, dall’altro sta mostrando un attaccamento viscerale al proprio materiale e si sbatte il più possibile per renderlo noto sulla scena metal nostrana e internazionale.
