EVERSIN – Trilogy: The Annihilation

Pubblicato il 22/06/2015 da
voto
6.0
  • Band: EVERSIN
  • Durata: 00:40:19
  • Disponibile dal: 18/05/2015
  • Etichetta: My Kingdom Music
  • Distributore: Audioglobe

Inaspriscono i toni e sfornano quello che è probabilmente il disco più violento della carriera gli agrigentini Eversin. Ancora con Angelo Ferrante alla voce, quando l’estate scorsa sembrava che alcuni problemi personali del singer lo stessero portando a un doloroso abbandono, gli ex Fuoco Fatuo hanno esasperato la componente thrash del proprio sound, accantonando del tutto l’alone progressive che ancora si manifestava nel primo periodo dopo il cambio di monicker. I ragazzi della band credono fermamente in quello che stanno facendo, e hanno lavorato in modo molto professionale per sfornare un disco all’altezza degli standard internazionali di produzione. Il terzo full-length dei Nostri, intitolato “Trinity: The Annihilation”, ha un nome che richiama gli esperimenti nucleari messi in atto dal governo americano verso la fine della seconda guerra mondiale: quasi un avvertimento sui contenuti di quest’opera, basata su un impatto letteralmente deflagrante degli strumenti, imbracciati con scompaginante efferatezza. Possiamo dire che alcune incertezze formali, legate soprattutto alla ricerca di tonalità alte e molto liriche da parte del frontman – note fuori dal suo registro vocale – sono state smussate, a favore di un approccio rude e massiccio, in perfetta linea con quanto espresso da chitarra, basso e batteria. Il mondo sonoro degli Eversin è fosco, miasmatico, contraddistinto da ritmiche battenti e riff soffocanti, compressi fino a farli scoppiare. Vi è una fortissima urgenza espressiva, una smania di travolgere e annichilire chiunque si pari davanti al bulldozer spietato che è diventata la band in questi anni. La botta di suono è consistente, si sente che in studio i ragazzi hanno acquisito esperienza a sufficienza per non “sballare” i suoni rispetto agli intendimenti originari, e il mastering eseguito da Stu “Hammer” Marshall, in passato all’opera sugli album di Hobbs’ Angel Of Death e Death Dealer, ha dato il tocco decisivo nel rivestire di un scocca d’acciaio le  tracce qui presentate. Prendendo come riferimento Nevermore, Annihilator, ultimi Forbidden ed Helstar (non sono un caso le ospitate di Glen Alvelais per i primi, e di James Rivera per i secondi), i quattro si mettono a cavallo di vecchia e nuova scuola del thrash, mettendo a ferro a fuoco lo stereo con cavalcate assassine molto classiche, oppure buttandola sul groove ignorante e fracassone, debitore di Pantera e Machine Head. Come spesso succede con molto thrash odierno, anche in quello meno tradizionalista degli Eversin, a una buona padronanza strumentale e a una carica invidiabile, non fa seguito un songwriting all’altezza. Intendiamoci, il tasso tecnico dei musicisti all’opera e i singoli frammenti di canzone sarebbero degni di una valutazione anche lodevole, ma il lavoro d’insieme sconta un eccessivo peso dato agli istinti distruttivi, a discapito di adeguate dinamiche e respiro melodico dei brani. “Chaosborn” e “Beneath An AtomicSun”, per fare solo due esempi – ma sono considerazioni che si allargano anche al resto della tracklist – soffrono di quest’ansia di prestazione, avanzano truci e cattivissime, senza concedere respiro, innanzitutto a se stesse, così che il fragore iniziale vada spegnendosi proprio per un errato dosaggio della forza. Emerge una sensazione di ingolfamento del motore musicale, causato dall’ammassamento un po’ confusionario di chitarre taglienti e pesantissime, batteria dall’ottimo tiro ma invasiva e onnipresente, voci che tendono a prendersi spazi non necessari, e ad accavallarsi: una metodologia di assalto di scuola priestiana, se vogliamo, alla “Painkiller”, soltanto che gli Eversin non hanno i numeri, attualmente, per padroneggiare con la stessa sapienza voltaggi tanto elevati. Onestamente, con le capacità tecniche comunque percepibili nel corso del disco, e l’enorme passione di questi ragazzi, ci sarebbe piaciuto poter dare una valutazione più elevata a “Trinity: The Annihilation”. Per adesso, però, c’è ancora un po’ di caos a impedire al quartetto di compiere il tanto agognato salto di qualità.

TRACKLIST

  1. Flagellum Dei
  2. Fire Walk with Me
  3. Chaosborn
  4. We Will Prevail
  5. Crown of Nails
  6. Beneath an Atomic Sun
  7. Litanies of War
  8. Trinity
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.