EVILE – Five Serpent’s Teeth

Pubblicato il 19/09/2011 da
voto
6.5
  • Band: EVILE
  • Durata: 00:55:09
  • Disponibile dal:
  • Etichetta: Earache
  • Distributore: Self

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Li avevamo lasciati due anni fa con “Infected Nations”, un album a nostro avviso ben sotto le aspettative suscitate dalle buone qualità messe in evidenza con il debutto “Enter The Grave”. Il secondo disco della giovane thrash band inglese soffriva oltre che di una evidente mancanza di idee, della staticità di mid tempo ridondanti e noiosi, ben distanti dall’immediatezza e velocità dell’album d’esordio. Che aspettarsi dunque dal nuovo “Five Serpent’s Teeth”? Semplice: una sorta di via di mezzo tra i due. Il qui presente album contiene infatti sia elementi dell’uno che dell’altro.  Diversi i pezzi tirati ed estremamente diretti come la stessa titletrack o le ancorpiù irruente “Origin Of Oblivion” e “Descend Into Madness”, brani classicamente thrash da moshpit, pesantememte derivativi soprattutto dei Metallica che furono (basti notare le similitudini tra l’inizio della prima traccia e la storica “Blackened”) ma con elementi anche di Slayer, Anthrax ed Exodus. È in questi episodi che, pur non inventando assolutamente nulla, il gruppo riesce a dire la sua in maniera convincente, divertendo e coinvolgendo l’ascoltatore grazie a riff dall’ottimo tiro e una sezione ritmica impeccabile.  Quando invece i ritmi rallentano e riaffiorano linee vocali melense e noiose, ritroviamo quei mid tempo anonimi che a nulla servono, se non ad abbassare la tensione. “Centurion” è un esempio lampante in questo senso, un brano privo di mordente e di quel groove che un pezzo thrash costruito su tempi medi dovrebbe avere. Qualità che in parte hanno “Cult” e altri episodi in cui invece si alternano parti veloci ad altre più cadenzate e pesanti. Parliamo in questo caso di ibridi come “In Dreams Of Terror”, “Eternal Empire” e “Long Live The  New Flesh”, pezzi in cui i citati rallentamenti di cui gli Evile non sono maestri, vengono prontamente sferzati da accelerazioni improvvise che mantengono lontano quel pericoloso senso di monotonia. Non manca un lento, intitolato “In Memoriam” e dedicato al defunto bassista Mike Alexander, tragicamente scomparso dopo la pubblicazione di “Infected Nations”. Il pezzo in questione è discreto, anche se il cantato appare quasi un plagio al James Hetfield di “Nothing Else Matters”. Qualche ombra quindi non manca, ma fortunatamente, nel sound degli Evile è tornata anche un po’ di quella luce di cui risplendeva il primo lavoro. Certo che la via verso la vetta del thrash internazionale è ancora molto lunga, soprattutto finchè vecchie glorie come Overkill, Kreator, Artillery, Heathen, Onslaught, Exodus e via dicendo continueranno a sfornare album qualitativamemte ben superiori.

TRACKLIST

  1. Five Serpent's Teeth
  2. In Dreams of Terror
  3. Cult
  4. Eternal Empire
  5. Xaraya
  6. Origin of Oblivion
  7. Centurion
  8. In Memoriam
  9. Descent Into Madness
  10. Long Live New Flesh
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