EVOKEN – Atra Mors

Pubblicato il 14/08/2012 da
voto
8.0
  • Band: EVOKEN
  • Durata: 01:07:11
  • Disponibile dal: 31/07/2012
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore:

Se con il precedente “A Caress Of The Void” gli Evoken parevano voler dire al mondo che – a fronte di centinaia di band funeral composte da ragazzini imberbi – lo scettro della pesantezza estrema e della coerenza stilistica era saldamente nelle loro mani, con questo “Atra Mors” i Nostri tentano di alleggerire un po’ il tiro, ritrovando peraltro lo smalto dei giorni migliori. Nei cinque anni intercorsi tra il precedente mastodonte ed il nuovo album, gli americani hanno anche rivoluzionato la line up, con i soli John Paradiso e Vince Verkay sopravvissuti allo scisma. I nuovi entrati rispondono ai nomi di Don Zaros alle tastiere, Chris Molinari alla seconda chitarra e David Wagner dei Funebrarum al basso. Segnaliamo inoltre il passaggio dalla svedese I Hate alla portentosa Profound Lore, il cui roster attuale è probabilmente tra i migliori al mondo in ambito estremo. Detto questo, “Atra Mors” – pur mantenendosi appieno in territori funeral death doom – riesce a coltivare spunti decisamente interessanti da qualunque parte lo si osservi. Se i ragazzi hanno conservato intatto quel senso di angoscia mutuato direttamente dalla scena gothic albionica dei primordi, sono riusciti altresì ad amalgamarlo con tendenze quasi progressive, andando a ripescare complicanze strutturali direttamente da “Quietus”. Inoltre, in alcuni brevi ma significativi passaggi si ravvisano delle componenti pinkfloydiane che però vengono alla luce solo dopo ascolti ripetuti ed attenti. La title track, posta in apertura, è un po’ la summa di quanto appena detto, così come lo è la successiva “Descent Into Frantic Dream”, che addirittura si può permettere passaggi molto delicati e soffusi come non mai, risultando una sorta di nero poema decadente e marcilento. “Grim Eloquence” è un brano di gothic doom death estremo e disturbante, dove le atmosfere create da Zaros alle tastiere sfiorano territori black. La vera perla dell’album è però “An Extrinsic Divide”, ovverosia il brano più distante dalla sensibilità degli Evoken e proprio per questo quello che maggiormente spicca sin da subito. La traccia parte quasi come un tributo alle sperimentazioni settantiane e si evolve in un pomposo death doom dalle tinte quasi epicheggianti che non disdegna qualche puntata nell’up tempo – cosa quasi inconcepibile per gli Evoken. “The Unhechoing Dread” è forse l’episodio più canonico del lavoro, sebbene l’ottima amalgama tra chitarra e tastiere permetta ai ragazzi di creare atmosfere morbose di tutto rispetto. In conclusione, troviamo “Into Aphotic Devastation”, old school doom death molto opprimente e con un chitarrismo estremamente soffocante e ribassato, ben supportato da un lavoro di basso che amplifica le basse frequenze. Fa estremamente piacere ritrovare quindi una band motivata e preparata, guidata magistralmente da un John Paradiso che dietro al microfono alterna urla orchesche a passaggi più delicati e decadenti. “Atra Mors” è un lavoro che merita assolutamente di stare accanto a “Quietus”, “Antithesis Of Light” ed “Embrace The Emptiness” e rimarca per l’ennesima volta la superiorità devastante degli Evoken rispetto ad una concorrenza sempre più agguerrita e numerosa. Leaders, not followers.

TRACKLIST

  1. Atra Mors
  2. Descent Into Chaotic Dream
  3. A Tenebrous Vision
  4. Grim Eloquence
  5. An Extrinsic Divide
  6. Requies Aeterna
  7. The Unechoing Dread
  8. Into Aphotic Devastation
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