EXARSIS – The Human Project

Pubblicato il 18/08/2015 da
voto
6.5
  • Band: EXARSIS
  • Durata: 00:38:51
  • Disponibile dal: 08/05/2015
  • Etichetta: Mdd Records
  • Distributore: Audioglobe

Per una volta non parliamo di un gruppo greco chiamando in causa i pilastri del black metal esoterico ben radicato nell’Ellade, ma andiamo piuttosto a indagare su origini sonore che affondano nell’underground americano di venticinque-trenta anni fa. Gli Exarsis, al terzo album in poco più di un quinquennio di attività (nascono nel 2009), propongono infatti un thrash metal classicissimo, venato di speed e con pochi retaggi continentali, propenso a svagare liberamente nel fertile terreno del thrash californiano e newyorkese. Sponda est e sponda ovest degli States risaltano un po’ da tutte le parti in questo “The Human Project”, contornato da una copertina “alla Repka”, che di Repka poi non è, visto che il suo autore si chiama Andrei Bouzikov. Il buon lavoro grafico trova una discreta corrispondenza nelle dieci tracce proposte, strutturate in maniera abbastanza simile, senza una grandissima fantasia, ma prive di cadute di tono fragorose. L’aspetto più positivo del disco è che la band si ricorda di dare respiro melodico alle composizioni, dimostrandosi capace di lavorare la melodia, di darle un senso, di plasmarla in modo tale da innestarsi perfettamente a un riffing sempre serratissimo; nessun chorus insistito, o brusche interruzioni di furia omicida per dare spazio a un minimo di orecchiabilità, tutt’altro, gli Exarsis saldano fraseggi affilati alle sardoniche armonizzazioni trash ottantiane. All’epoca si picchiava scelleratamente ma con un occhio di riguardo alle dinamiche e a solismi variopinti, non per forza ultratecnici, quanto dannatamente espressivi. Questo è il quid di “The Human Project”, che si dipana come un piccolo saggio di lungimirante ignoranza, con i cinque a sbattersi forsennati su tempi generalmente sparatissimi, che nel momento stesso in cui stanno per tediare trovano un naturale sfogo in cadenze mosh squisitamente anthraxiane. Nick J. Tragakis alla voce scava un altro discreto solco fra gli Exarsis e la media delle combriccole thrash in attività di questi tempi: acutissima, sguaiata, l’ugola del singer non è certamente di facilissima digeribilità, ma se come chi scrive andate matti per gli approcci incompromissori di John Cyriis (Agent Steel), David White (Heathen) o Dan Beehler (Exciter), questo ragazzo avrà il vostro pieno beneplacito. L’influenza hardcore è innegabile, l’urgenza espressiva ne giova moltissimo e porta a un livello di tensione costantemente ai limiti del sovraccarico: ogni volta che stiamo entrando in zona pericolo, ovvero quando la canzone sembra entrare in un vicolo cieco, ecco sopraggiungere un passaggio solista fra classic metal e becero estremismo, un controcanto azzeccato, un controtempo spiazzante. Il songwriting si destreggia per ora tra Heathen, Overkill, Anthrax, Lääz Rockit nelle loro versioni più grezze, quindi non riusciamo a individuare pezzi che si staglino sopra la media e inducano a entusiasmi incontenibili. Però, nel calderone del thrash metal odierno, gli Exarsis mettono la testa avanti su buona parte dei concorrenti, confezionando un prodotto dignitosissimo, curato sotto ogni punto di vista – molto adatta al genere, anche se un filo esile, la produzione – e meritevole di un ascolto per i thrasher incalliti sempre a caccia di nuove leve da testare. Il consiglio per il gruppo è quello di allargare il campo a favore di qualche piccola progressione e complicazione, ovviamente senza esagerare: ne gioverebbe l’impatto complessivo e la longevità delle canzoni. Per adesso, parliamo comunque di una sufficienza piena, vedremo se seguirà un miglioramento in futuro.

TRACKLIST

  1. Arrivals
  2. Medicide
  3. Abnormal Generation
  4. Police Brutality
  5. R.F.I.D.
  6. False Flag Attack
  7. Know Your Enemy (322)
  8. Skull & Bones
  9. Change of Plans
  10. The Brutal State
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