EXHUMED – Red Asphalt

Pubblicato il 16/02/2026 da
voto
7.5
  • Band: EXHUMED
  • Durata: 00:36:00
  • Disponibile dal: 20/02/2026
  • Etichetta:
  • Relapse Records

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Con “Red Asphalt” – un concept album sulla vita on the road e i pericoli della strada – gli Exhumed non si limitano a rimettersi in moto: danno gas e imboccano la corsia di sorpasso del proprio immaginario, lasciando dietro di sé una scia di riff, fumi e asfalto ancora caldo. Il nuovo lavoro del gruppo californiano spunta tutte le caselle per essere immediatamente riconoscibile come parte integrante del suo percorso artistico, ma lo fa con l’energia di una band che rifiuta di trasformare l’esperienza in routine. Dopo trentacinque anni di carriera, il rischio di affidarsi al pilota automatico sarebbe più che comprensibile; Matt Harvey e compagni, invece, continuano a dimostrare di avere a cuore la propria eredità e, soprattutto, un amore genuino per il linguaggio sonoro che portano avanti da sempre. Più che un semplice atto di continuità, “Red Asphalt” suona insomma come una dichiarazione di presenza: “siamo ancora qui, e non abbiamo alcuna intenzione di accostare”.

Non ci sono sterzate improvvise o deviazioni radicali, ma il disco si conferma vitale e compatto, figlio di un gruppo affiatato che oggi trova nel lavoro di squadra il vero propulsore creativo. Le composizioni sono firmate da Harvey, dal bassista/cantante Ross Sewage e dal chitarrista Sebastian Phillips, ognuno autore di una manciata di brani. Questa suddivisione funziona come una rotazione di motori sotto il cofano: mantiene alta la tensione lungo tutta la tracklist e garantisce una varietà interna che, pur partendo da basi note, evita la sensazione di marcia troppo costante e prevedibile. Ogni compositore può concentrarsi su pochi pezzi, rifinirli con attenzione e caricarli di idee, invece di disperdere ispirazione su un percorso troppo lungo.

Il telaio resta quello del classico death-grind di marca Exhumed, regolarmente irrobustito da innesti thrash che spuntano come cartelli stradali familiari lungo il tragitto. Eppure il disco non odora quasi mai di mestiere stanco: colpiscono la varietà dei canovacci, l’uso consapevole dei riferimenti e una produzione più levigata rispetto al precedente “To the Dead”, capace di rendere l’impatto sonoro compatto e frontale, come una corsa notturna a fari accesi, senza sacrificare ruvidità e aggressione. Tra gli episodi più riusciti, la sferzante “Shock Trauma” viaggia a velocità sostenuta, intrecciando omaggi a Gary Holt e Bill Steer come se le chitarre tracciassero linee incandescenti sull’asfalto. “Shovelhead” affonda su un riffing che richiama nettamente i Carcass dell’era “Heartwork”, mentre “Signal Thirty” ad un certo punto viene attraversata da un motivo solista dal peso specifico boltthroweriano, inesorabile come un mezzo pesante lanciato in discesa. La brevissima “Symphorophilia” esplode come un tamponamento sonoro senza preavviso, tanto rapida quanto straripante, e “The Fumes” chiude il disco con un piglio thrash/punk che profuma apertamente di Sodom, lasciando dietro di sé una scia acre e familiare.

Nel complesso, “Red Asphalt” si configura insomma come una corsa che scorre senza affaticare, familiare e pimpante al tempo stesso. Forse gli Exhumed non sono più la band destinata a piazzare il colpo totalizzante che ridisegna la mappa di questo determinato sottogenere, ma continuano a viaggiare su carreggiate solide, trasformando ogni nuova uscita in un manifesto di passione, coerenza e cura per i dettagli. E, ancora una volta, ritrovarli lungo la strada – e farsi investire – resta un piacere.

 

TRACKLIST

  1. Unsafe At Any Speed
  2. Red Asphalt
  3. Shock Trauma
  4. Shovelhead
  5. The Iron Graveyard
  6. Crawling From the Wreckage
  7. Signal Thirty
  8. Death On Four Wheels
  9. Symphorophilia
  10. The Fumes
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