5.0
- Band: EXIMPERITUSERQETHHZEBIBSIPTUGAKKATHsULWELIARZAXULUM
- Durata: 00:33:56
- Disponibile dal: 30/01/2026
- Etichetta:
- Willowtip Records
Quello degli Eximperitus è un ritorno che conferma molte delle caratteristiche del loro recente passato, a partire dal rinnovo discografico con Willowtip Records, fino ad arrivare alla loro scelta, invero alquanto discutibile, di dare dei nomi chilometrici al proprio gruppo e alle proprie canzoni, finendo per attirare l’attenzione più per questa scelta che non per il contenuto musicale del nuovo “Meritoriousness Of Equanimity”. Avevamo infatti lasciato la band bielorussa in un limbo informe di (brutal) death metal dal sapore epico e sontuoso, che non aveva però saputo risolversi in brani sufficientemente intensi ed avvincenti da convincere appieno e finendo per lasciare molti dubbi circa il loro operato musicale.
Oggi, purtroppo, assistiamo ad un leggero cambio stilistico, che abbandona in parte l’afflato epico in favore di un’attitudine smaccatamente melodica che non basta però a cambiare di molto il risultato altalenante della loro composizione. Procedendo con ordine, si assiste in “One Step Long Infinity” alle battute più tese ed aggressive dell’album, un veloce brano death metal che inizia però a stemperare il suo impeto già dalla successiva “Contemplation Of The Plastic Fibers Of Perfection At The Second Level Of Reality”, già ammorbidita da passaggi più tenui che sfociano apertamente in “Twelve Centuries Of Triumph Of The Third Kingdom” e nei suoi arpeggi di chitarra pulita nell’anima più soft della band. Quando poi, con “Finding Consistency In The Fourth Quadrant Of Eternity”, oltre che alla mancanza di distorsioni si unisce il cantato in voce pulita insieme alle smitragliate di doppio pedale, si capisce purtroppo che gli Eximperitus hanno nuovamente peccato di eccessiva ambizione, unendo mondi differenti con fare approssimativo e con scarsa visione d’insieme. Le tracce centrali dell’album scorrono sempre secondo questo mood melodico incasellato in un frame probabilmente troppo estremo, concludendo il percorso con due brani – “Chalkionic Wandering Among The Wreckage Of The Future” e “Standing At The Skirt Of The Ruins Of Human Nature (…On The Other Side Of Man And Time)” – dove emerge anche una pericolosa carenza a livello di originalità nel riffing, poggiando le proprie basi su soluzioni già risentite e poco sviluppate.
Si chiude il sipario quindi su di un lavoro dominato da scarsezza e poca chiarezza stilistica, un fuoco di paglia destinato a mostrare molto presto le carenze a livello di longevità e qualità di cui soffre. La pur valida prestazione tecnica, marchio di fabbrica della scuderia Willowtip, assicura agli Eximperitus una leggera risalita nel voto, ma se cercate un interessante ibrido tra velleità melodiche e sfuriate di puro death metal vi consigliamo decisamente di guardare altrove.
