EXIST – Egoiista

Pubblicato il 25/08/2020 da
voto
8.0
  • Band: EXIST
  • Durata: 01:06:18
  • Disponibile dal: 28/08/2020
  • Etichetta: Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

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Gli Exist sono la band di Max Phelps, nome forse non conosciutissimo ma protagonista di alcune comparsate piuttosto importanti nella scena prog death: ha militato nei Cynic in ambito live dal 2011 al 2015; è stato tra i protagonisti del progetto Death To All, sorta di tribute band del gruppo di Chuck Schuldiner, con musicisti del calibro di Gene Hoglan, Steve Di Giorgio, Paul Masvidal e Sean Reinert. “Egoiista” è il quarto album per la band di Baltimore, a seguire “So True, So Bound” del 2017, i cui pezzi facevano intravedere sprazzi di classe senza però essere completamente a fuoco: ciò che sembrava far difetto era un songwriting maturo e completo, e questa mancanza era evidente soprattutto nella sensazione di asetticità che la musica trasmetteva. Il nuovo disco contiene materiale scritto in un periodo precedente a “So True, So Bound”, ma al tutto è stata data una nuova forma in seguito all’ingresso in formazione del nuovo batterista Brod Taylor-Smith, il cui contributo è descritto come fondamentale dal resto della band. E, in effetti, i risultati sono di alto livello: partendo da una base che potrebbe essere individuata proprio nei Cynic, “Egoiista”, pur non inventando niente di nuovo, è un perfetto compendio di tutte quelle sonorità che possono essere accostate al progressive metal. Qualità tecniche fuori dal comune, come da norma per il genere proposto, permettono al quartetto americano acrobazie tra momenti più tranquilli vicini al prog classico dei Genesis, ad altri più rock che possono ricordare i Rush, fino ad estremismi tipici del death, in cui si sentono echi dei primi Opeth; il tutto arricchito da arrangiamenti complessi e molto particolari, e molti intermezzi che, nel tipico stile della band di Paul Masvidal, si avvicinano al jazz ed alla fusion. Un altro aspetto in cui si nota una crescita considerevole è quello vocale, che lo stesso Phelps condivide con il bassista Alex Weber: la voce pulita è eterea ed evocativa, mentre il growl, pur se non molto potente, è incisivo e ne è il perfetto contraltare. Tutti i pezzi sono un alternarsi di diverse atmosfere, ma da citare è sicuramente la lunga ed articolata “Through Suffering He Paints The Universe”, che inizia con un mood melodico e soffuso per poi esplodere in un death tecnico e contorto. “Siblings Born Into Different Dimensions” è invece l’episodio più acustico e psichedelico, e ricorda le atmosfere pastorali degli Opeth di “Harvest”. Personali ed introspettivi i testi, in cui si parla molto spesso della fragilità della natura umana, probabilmente ispirati dai problemi di salute che il cantante e chitarrista ha dovuto affrontare negli ultimi due anni.

TRACKLIST

  1. Through Suffering He Paints The Universe
  2. The Lottery
  3. Until The Storm Comes
  4. Infinite Monkey Theorem
  5. Siblings Born Into Different Dimensions
  6. Egocosm
  7. Last Flight Looming
  8. Spotlight's Glow
  9. Amongst The Trees
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