EXIVIOUS – Liminal

Pubblicato il 18/11/2013 da
voto
7.0
  • Band: EXIVIOUS
  • Durata: 00:45:25
  • Disponibile dal: 08/11/2013
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

A quattro anni di distanza dall’omonimo e fortunato (dal punto di vista del successo di pubblico) debutto discografico degli olandesi Exivious, ecco uscire, questa volta sotto un’etichetta importante come la Season Of Mist, il secondo capitolo in studio. Per chi si fosse perso il primo episodio, facciamo un breve riepilogo della puntata precedente ricordando anzitutto chi sono i quattro componenti della band: capitanati dal chitarrista Tymon Kruidenier, (voce e, appunto, chitarra dei Cynic all’epoca del loro ritorno sulle scene dopo anni di silenzio con “Traced In Air”), troviamo in questa band anche il bassista che militò sempre nei Cynic più attuali, tale Robin Zielhorst; Michel Nienhuis, secondo chitarrista, milita invece tutt’ora anche nei Dodecahedron, mentre dietro alle pelli non siede più Stef Broks (che evidentemente deve dedicarsi a tempo pieno alla sua band principale, i Textures) bensì Yuma Van Eekelen che, tra gli altri, ha militato anche nei Pestilence post reunion. La proposta musicale del quartetto olandese è un jazz/fusion progressive dove la parte metal viene ridotta abbastanza ai minimi termini e dove l’espressione di tutte le sensazioni viene lasciata solo ed esclusivamente agli strumenti. Una scelta, questa, che da un lato troviamo azzeccata, ma che crediamo ammorbidisca ulteriormente una musica già piuttosto placida ed atmosferica, rendendola forse un po’ meno appetibile ad un pubblico leggermente più vasto. Analizzando più da vicino le particolarità di questo sound e cercando di descriverne le peculiarità, si potrebbe affermare che ciò che dona maggior respiro, e probabilmente anche fruibilità, all’ascolto di “Liminal” sono proprio le esplosioni di luce che regalano i momenti più squisitamente progressive, quelle classiche aperture sceniche tipiche anche di certo post rock (a titolo di esempio citiamo “Alphaform”). A regalarci le emozioni più metalliche invece diremmo che probabilmente è proprio la fase ritmica: sebbene essa sia ricca di finezze e accorgimenti squisitamente jazz, è proprio dalle pelli che sentiamo provenire più energia, oltre che una certa concretezza (citiamo sempre a titolo di esempio il finale schizofrenico di “Triguna”). A fare tutto quanto il resto ci pensano gli arzigogolati intrecci di basso e chitarre che vanno a creare un amalgama sonoro che raggiunge picchi di intensità emotiva notevoli, facendo passare inosservata la mancanza di una parte vocale. Una piccola chicca: riteniamo quantomeno doveroso segnalare il bellissimo assolo di tromba nel finale di “Deeply Woven”. Come già emerso dal primo full length, pare proprio che gli ex Cyinc, Tymon e Robin, abbiano fatto tesoro dell’esperienza maturata assieme ai maestri in questo genere, creando una band tutta propria ma dall’indole musicale sostanzialmente abbastanza simile. Se pertanto non riuscite ad attendere fino al prossimo anno per ascoltare nuova musica da Masvidal e soci, per il momento potete sollazzare i vostri timpani con “Liminal”. Difficilmente ne rimarrete delusi.

TRACKLIST

  1. Entrust
  2. One's Glow
  3. Alphaform
  4. Deeply Woven
  5. Triguna
  6. Movement
  7. Open
  8. Immanent
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