EXTOL – Extol

Pubblicato il 02/07/2013 da
voto
8.0
  • Band: EXTOL
  • Durata: 00:46:07
  • Disponibile dal: 21/06/2013
  • Etichetta:
  • Indie Recordings
  • Distributore: Audioglobe

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L’ascolto di un album degli Extol è da sempre un’esperienza curiosa e trascinante. In verità, l’ultimo “The Blueprint Dives” ci era parso un po’ altalenante, ciò nonostante la musica dei norvegesi ci era mancata parecchio in questi cinque anni di assenza dalle scene. Siamo lieti che Peter Espevoll e compagni abbiano deciso di riunirsi e di scrivere nuove canzoni: davanti al loro sound, il corpo non può che seguire il ritmo imposto dalla sezione ritmica, con la batteria che pesta sempre con arguzia, mentre le chitarre e, soprattutto, la voce deviata di Espevoll, che alterna dolcezza a sguaiataggine, ci perdono in viaggi interstellari o dentro il nostro animo oscuro. “Extol” non prosegue del tutto la sognante introspezione di “The Blueprint Dives”: sono in parte state archiviate le tentazioni alternative messe in mostra su quell’ultimo lavoro. La nuova opera recupera invece le istanze techno-thrash di “Synergy”, così come qualche accenno al death-black progressivo degli esordi, rivelandosi quasi un viaggio dentro il mistero e la sofferenza, alla ricerca della fede perduta. I Nostri appaiono arrabbiati, o quantomeno inquieti, quasi come se fossero reduci da una lunga depressione o da qualche dramma. Questo sentore di inquietudine è il tema portante di molte delle nuove canzoni che compongono “Extol”, un disco che alterna momenti cupi e laceranti ad altri più leggiadri. I pezzi si srotolano quasi senza soluzione di continuità, come un unico straripante flusso con continui cambi di ritmo, melodie, umori, sperimentazioni, dissonanze… sempre con quella lucida e straripante follia che da tempo guida il gruppo scandinavo. La produzione è eccellente e quest’ultima esalta in primis il gran gusto di Ole Børud alla chitarra, che cita Watchtower, Rush, Tourniquet, Death e Dream Theater con la naturalezza di uno che evidentemente ha trascorso anni sul proprio strumento e che ha deciso di “parlare” solo quando si è effettivamente sentito in grado di offrire qualcosa di personale e significativo. Praticamente da sempre si respirano ponderatezza, competenza e coerenza nei dischi degli Extol e questo omonimo album non fa eccezione. Le dolci melodie di “Dawn Of Redemption” ed “Extol” cullano la mente, ma ci si lascia tranquillamente irretire anche dai toni più forti ed intensi di una “Wastelands”, che evoca paesaggi claustrofobici per poi allungarsi quasi in atmosfere Green Carnation/In The Woods. Thrash, black, death e prog metal, strizzate d’occhio al pop e dissonanze: tutti questi ingredienti, frullati dal genio degli Extol, ci consegnano un album fra i più riusciti della band norvegese. Un’opera in cui sembra essersi sfumata l’ingombrante infatuazione per i Deftones svelata su “The Blueprint Dives” e dove prevale invece il gusto per la costruzione di canzoni in cui la melodia conviva con un metal aggressivo, esuberante e barocco. Insomma, un’esperienza musicale esaltante ed imprevedibile, nella migliore tradizione di questa sottovalutatissima band. Da ascoltare con le orecchie e il cuore aperti al massimo.

TRACKLIST

  1. BetrayalExtol cover
  2. Open The Gates
  3. Wastelands
  4. A Gift Beyond Human Reach
  5. Faltering Moves
  6. Behold The Sun
  7. Dawn Of Redemption
  8. Ministers
  9. Extol
  10. Unveiling The Obscure
1 commento
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