EXTREME COLD WINTER – World Exit

Pubblicato il 12/10/2021 da
voto
7.5
  • Band: EXTREME COLD WINTER
  • Durata: 00:50:39
  • Disponibile dal: 15/10/2021
  • Etichetta:
  • Hammerheart Records
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

Basterebbe la copertina per riassumere la magia decadente contenuta nel qui presente “World Exit”, esordio ufficiale sulla lunga distanza degli olandesi Extreme Cold Winter. Un nome che, di primo acchito, potrebbe dire poco o nulla, vista anche l’esigua produzione diffusa in dodici anni di carriera: un EP nel 2015, “Paradise Ends Here”, e poi il vuoto. Le antenne iniziano però a raddrizzarsi quando spulciando tra nomi della line-up scorgi quello di Pim Blankestein, frontman degli Officium Triste, capace di aggraziare i vocalizzi più lugubri e desolanti. Con lui A.J.Van Drenth, cantante e chitarrista dei Temple, dei Beast Of Revelation e dei Beyond Belief, e il batterista Seth Van De Loo, già Voodoo Gods ed ex Severe Torture. Veterani al servizio del death-doom a cui si sono aggregati in sede di registrazione Hans Pieters – nella tripla veste di bassista, produttore e tecnico del suono – e Corsten Altena dei Monolith Deathcult alle tastiere. Un manipolo pericolosamente preciso e compatto che va quindi a giustificare quanto scritto ad inizio recensione: “World Exit” raccoglie i dettami di Paradise Lost, degli stessi Officium Triste e dei Winter, garantendo un livello qualitativo di assoluto spessore, andando oltre il “lavoro doom per doomster”.
“Animals In Wintertime”, “The Sea Taketh” e “Cursed Like Cain”: queste le tre perle poste ad inizio, metà e a fine disco che delineano gli spazi indefiniti disegnati dagli Extreme Cold Winter: possenti come le onde che si schiantano contro gli scogli, pungenti come le rocce, solari come quegli spiragli di luce sullo sfondo, tenebrosi come le nubi che contornano e comandano l’intera copertina. Elementi naturali che ben si sposano con quelli musicali in cui è proprio la mano sapiente di Altena ad enfatizzare ulteriormente l’aura occulta e sovrannaturale che, a suggello dell’ottimo lavoro realizzato, si mischia a sua volta con tinte funebri di una malinconia mortale. Una solitudine oscura narrata dall’ugola soavemente cavernosa di Pim, anche questa volta sinonimo di garanzia e sublime inquietudine. A scandire l’impeto magmatico delle acque sovrane ci pensa l’opener “Animals In Wintertime”: è un dolce naufragar quello in cui naviga la barca guidata dalle struggenti note imbastite da Van Drenth; un mesto vagabondare che acquista maggior forza interiore con la strumentale “The Sea Taketh”, prima di sfociare nel mare aperto con la conclusiva “Cursed Like Cain”: ampollosa, innalzata da un refrain glorioso, si fa largo imperiosa dopo aver subito i turbinii della pesantissima e spiazzante “Pharmakia”, chiudendo gli oltre cinquanta minuti di pura e semplice maestria. L’album ideale per crogiolarsi tra le pacifiche malinconie del presente autunno.

TRACKLIST

  1. Animals in Wintertime
  2. Time Space World
  3. Permafrost Entombment
  4. The Sea Taketh
  5. Pharmakia
  6. Serpent's Seduction
  7. Cursed Like Cain
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.