EXULTET – At The Gates Of Christendom

Pubblicato il 18/03/2016 da
voto
6.0
  • Band: EXULTET
  • Durata: 00:54:57
  • Disponibile dal: 10/02/2016
  • Etichetta: Martyrdom Records
  • Distributore:

Un disco molto strano, questo “At The Gates of Christendom” dei siciliani Exultet. Tralasciamo pure che si tratti di un black (o white) metal, perché ognuno è libero di esprimere ciò che ritiene giusto (chi scrive ascolta senza troppi problemi NSBM pur avendo in odio l’ideologia nazista, quindi non ci formalizziamo troppo sul christian metal) e concentriamoci sulla musica. Il primo nome che viene in mente è Summoning: non c’è similitudine nel sound degli Extultet e quello dei blackster austriaci, ma l’approccio è molto vicino; la musica si basa su un corposo comparto orchestrato a metà tra la colonna sonora (qualcosa come i lavori dei Pazuzu e della “vecchia” scena austriaca) ed il dungeon synth (il primo Mortiis o Wongraven, per intenderci, ma anche le parti tastieristiche proprio dei Summoning), ma con melodie smaccatamente arabeggianti ed orientali che, a tratti, virano sulla musica della tradizione medievale-trobadorica; su questo si innestano chitarre distorte e scream, il tutto su un concept basato sullo scontro tra ottomani e normanni, scontro militare ma anche di fede, uno scontro di civiltà che non nasconde neanche troppo di voler essere una lettura delle vicende socio-politiche odierne. Questo lavoro avrebbe potuto essere strepitoso, sia per l’idea sicuramente innovativa, sia per la base compositiva su cui tutto il disco poggia. Purtroppo, però, le due componenti non riescono a fondersi bene e danno troppo spesso l’idea di essere giustapposte in modo un po’ troppo grezzo, tanto che – alla lunga – si finisce per aspettare che smettano di suonare le chitarre (e, soprattutto, la voce) per ascoltare il resto della musica. Probabilmente il tutto è dovuto ad un cattivo lavoro in fase di mixaggio e di post-produzione (sede in cui la parte synth programmata avrebbe dovuto fondersi con quella più propriamente suonata), ma questo impedisce al disco di avere una marcia in più; questo e lo scream di Farz, troppo alto nei volumi e non proprio dei migliori. Intendiamoci: “At The Gates of Christendom” non è un brutto disco e, a tratti, riesce a creare atmosfere davvero suggestive e potenti (“Landing In Otranto, 1840” e “Holy League”) e merita sicuramente un ascolto. Se, poi, la produzione non vi risulta completamente sbagliata (come è parso a noi), allora l’acquisto è d’obbligo. Certo che, con queste idee e queste potenzialità, attendiamo con interesse il prossimo lavoro della band, sperando che il lavoro in studio sia più azzeccato o – perché no ? – una produzione differente per il disco in oggetto. Partendo dal master, mani capaci potrebbero riuscire a tirar fuori le enormi potenzialità di questo album (e, magari, anche a nasconderne alcuni difetti). Vi consigliamo, comunque, di provare ad ascoltare qualcosa (“Holy League” è decisamente un bel pezzo).

TRACKLIST

  1. Ottoman Ships Gushed Through the Sea... Landing in Otranto, 1480
  2. Turkish Invasion
  3. Martyrium, Terror And Death
  4. Holy League
  5. Warships In The Mediterranean
  6. Battle Of Lepanto
  7. The Norman Ascent
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