EYE OF SOLITUDE – Sui Caedere

Pubblicato il 01/12/2012 da
voto
7.0
  • Band: EYE OF SOLITUDE
  • Durata: 01:12:47
  • Disponibile dal: 25/06/2012
  • Etichetta: Kaotoxin Records
  • Distributore:

E’ con incolpevole ritardo di diversi mesi che arriviamo a recensire il nuovo lavoro degli Eye Of Solitude, giovane formazione londinese – ma di chiare origini multi-etniche, data una rapida lettura ai nominativi dei sei membri del progetto – che ha debuttato nel 2011 con l’autoproduzione “The Ghost”. L’emblematico titolo di questo seguito, “Sui Caedere” (‘suicidarsi’ in latino), ci fa intuire con leggerissimo anticipo quale musica propongano i ragazzi, ovvero un death-doom metal dalle strutture piuttosto pachidermiche e annichilenti, ma anche solcato da una vena progressiva e psichedelica affatto malvagia. Nonostante siano britannici, quindi possibili e fedeli seguaci del filone doom-gothic della Triade Anathema-Paradise Lost-My Dying Bride, gli Eye Of Solitude puntano poco sull’importante eredità lasciata loro dai tre gruppi succitati, preferendo rifarsi più decisamente a derive doom finnico-teutoniche maggiormente oppressive e cupe, ben evidenziate nella chilometrica “Those Who Don’t Return”, poco più di tredici minuti di incedere ipnotico e possente, scandito dal growl latrinoso e fognario di Daniel Neagoe, vocalist all’attivo anche nei deathster Unfathomable Ruination. Se però la prima parte di “Sui Caedere” – diciamo esattamente fino al brano citato poc’anzi – è composta da canzoni strutturalmente valide ma anche un po’ pesantine da digerire, bisogna concedere al combo UK di sciorinare una seconda metà di platter molto più variegata, estrema ed interessante, addirittura a tratti rasente il black-death metal in “Totem Of A Pagan Thought”, l’episodio più aggressivo del lotto. Sono notevoli, in questo lavoro, sia le soluzioni d’arrangiamento, sia la produzione scelta: quest’ultima ci risulta pulita e precisa, senza per questo snaturare il tipico suono doom denso, grasso e underground; per quanto riguarda gli arrangiamenti, ci piace sottolineare l’uso poco invadente ma efficacissimo delle tastiere di Pedro Caballero Clemente e le indovinate, docili, sognanti costruzioni melodiche della coppia di chitarre Rehal-Sagoo/Jefferies. La band non disdegna ovviamente nemmeno l’uso di atmosfere crepuscolari, orrorifiche e decadenti, concepite attraverso intermezzi che possono andare dal solo pianistico all’estratto ambient con voci sussurrate, oppure ai classici arpeggi in solitaria. Insomma, “Sui Caedere” ci presenta una formazione davvero promettente, a cui affibbiamo un moderato sette pieno, giusto perchè speriamo vivamente in una crescita ulteriore in un prossimo futuro. Per ora ci hanno convinto alla grande gli EOS, questi ragazzi devono solo continuare per la strada intrapresa, limando le minime asperità che ancora li frenano un minimo. Molto, molto bene!

TRACKLIST

  1. Awoken By Crows
  2. The Haunting
  3. Strigoi
  4. A Note To Say Farewell
  5. Depths Of A Sick Mind
  6. Those Who Don’t Return
  7. Performed In Graphic Pain
  8. Totem Of A Pagan Thought
  9. Yet I Breathe
  10. Departure
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.