FAAL – Desolate Grief

Pubblicato il 02/02/2018 da
voto
7.0
  • Band: FAAL
  • Durata: 00:43:47
  • Disponibile dal: 26/01/2018
  • Etichetta: Van Records
  • Distributore:

Segue la propria tradizione il combo olandese, facendo in modo che il nuovo nato in casa Faal non si discosti dalle apocalittiche trame doom-death sottolineate nei due precedenti lavori. Il suono della band è grasso e corroborante, coadiuvato però da pennellate di melodia che ne impreziosiscono il risultato senza mai voler divenire protagoniste, proprio come le sagge partiture di sintetizzatore che mai abbandonano eppure mai s’impadroniscono della scena. Così il minimale suono di piano che apre il disco si ripresenta durante l’ascolto e non si nasconde e si fonde in chitarre che tra un accordo e l’altro vanno ad aggraziarsi in respiri quasi post-rock (sentite dove va a parare “Evoking Emotions” o la conclusiva “The Horizon”, con quelle chitarre), creando una sinfonia che ricorda ben altri progetti. Un doom che vira sul death, dicevamo, ed un death che a sua volta va ad incorporarsi in qualcos’altro per poi tornare indietro in un vagito a volte da fine anni Ottanta (“No Silence”, parliamo con te), travalicando con meticolosità confini autoimposti e crescendo all’interno di un tre quarti d’ora per quattro brani più intro assolutamente godibili. Certo, non hanno scoperto l’acqua calda i nostri amici Faal, e anzi, il disco in sé, per quanto un lavoro del genere non potrà mai non piacerci, si inserisce senza problemi all’interno di quella che è la proposta odierna di doom/funeral doom/doom-death atmosferico. Un prodotto dignitosissimo e da far rispuntare senza nessun dubbio sul proprio lettore, ma fondamentalmente di mestiere; che poi mestieranti di tal guisa ben vengano, non è nemmeno il caso di ripeterlo. “Desolate Grief” è un lavoro che sta dalla parte positiva della linea e ci mostra una band coesa, a proprio agio con il songwriting tanto quanto con l’approccio strumentale e forse un pizzico in più di personalità (da non ricercare per forza nei crossover) non guasterebbe, ma fossero tutti così i dischi che non lasciano poi chissà quale segno.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Grief
  3. No Silence
  4. Evoking Emotions
  5. The Horizon
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