FAIR WARNING – Aura

Pubblicato il 17/02/2010 da
voto
7.0
  • Band: FAIR WARNING
  • Durata: 00:48:14
  • Disponibile dal: 24/07/2009
  • Etichetta: AOR Heaven
  • Distributore: Frontiers

I Fair Warning, ovvero le imperscrutabili ed oscure ragioni del mercato musicale globale. Ok, vi dobbiamo una spiegazione: se nel paese del Sol Levante i componenti di una band vengono trattati come semidei, raggiungono le vette delle classifiche con album e singoli, godono di bizzeffe di pagine internet a loro dedicate, riempiono i palazzetti ad ogni concerto anche in tempi di vacche magre per l’industria musicale, là dove al contrario nel caro Vecchio Continente, per giunta patria dei personaggi in questione (tedeschi di passaporto), gli stessi devono accontentarsi di vivicchiare e faticare per raggranellare esibizioni in posti improvvisati, freddi e minuscoli… be’, qualcosa di oscuro ci deve essere. Non spetta certo a noi dirimere la questione, ma raccontarvela questo sì, sperando che la dicotomia quantomeno si alleggerisca. Ma i Fair Warning, ora giunti al secondo disco dopo la reunion di qualche anno fa, sembrano prenderla con filosofia ed umiltà. Già, perché pure al primo tentativo, poi naufragato con lo scioglimento e l’abbandono del chitarrista Andy Malecek (non più della partita in questa formazione), i nostri hanno dovuto crearsi una nicchia, lottando, e vincendo, contro il periodo di massimo splendore del grunge, anno domini 1992, e riuscendo a raccogliere successi e consensi a furor di popolo in tutto il globo terracqueo. Poi, anni di buoni dischi e buone canzoni fino alla citata pausa artistica. Il nuovo “Aura”, quindi, nasce oltre che con un mercato al collasso anche con la consapevolezza del proprio probabile bacino di “utenti”, ma questo forse non importerà a chi ha sempre amato la band, e sicuramente neppure ai Fair Warning stessi, che hanno un ulteriore motivo per scrivere solo la musica che vogliono. Il CD piazza il doppio botto in apertura: “Fighting For Your Love” e “Here Comes The Heartache” sono pezzi veloci e ruffiani, degni dei tempi migliori e che rinverdiscono la tradizione della casa con la sempre riconoscibile chitarra di Helge Engelke. Grandi assoli, cori irrefrenabili, lick con la leva del vibrato a manetta: non manca niente all’AOR deluxe della premiata ditta crucca in questione. “Hey Girl” è il primo di una lunga serie di lenti del disco: parte acustico per poi diventare elettrico e ricordare qualcosa di “Rainmaker” come atmosfere. È un ottimo pezzo, nulla da dire, e se c’è un appunto da fare è quello sul numero di ballad presenti, cinque su undici tracce, per giunta molto simili come struttura compositiva. “Don’t Count On Me” ha in sé la brezza calda delle serate estive, portata da un riff caliente e da quello “sha-la-la-la” che riesce a non essere stucchevole, sospeso su un tempo medio ben riuscito, mentre “Falling” è la classica ballata alla Fair Warning, cromata ed evocativa nella strofa, trascinante e un pizzico malinconica nel ritornello. Anche “Holding On” è uno slow, questa volta però con un feeling più jazzato (pur restando nell’AOR metallizzato) e rappresenta un piacevole diversivo d’arrangiamento che serve a salvare una canzone altrimenti con pochi contenuti. “Walking On Smiles” sembra uscirsene dal precedente “Brother’s Keeper”: buon esempio del nuovo corso dei nostri, qui alle prese con un tempo medio non troppo offensivo ma dalla melodia che tanti altri gruppi si sognerebbero solamente di poter scrivere. “Someday” e “It Takes More” sono gli ennesimi lenti: poco interessante la prima, che si porta su binari vicini al Bon Jovi di un paio di dischi fa, e supportata da belle orchestrazioni la seconda, con un lacrima di tristezza nel mood, meglio riuscita ma non ancora eccezionale. “As Snow White Found Out” ha due facce: strofa ancora a bassi regimi, di nuovo con echi Bon Jovi, e ritornello dei nuovi Fair Warning con un tocco di pop. Uno dei pochi pezzi, insieme a “Don’t Count On Me” e “Holding On”, a creare un piccolo cambio d’ambientazione sonora rispetto al resto del CD. Chiusura affidata a “Station To Station”, gran bel pezzo che ci riporta al capolavoro “Go!”, con la sua vivacità melodica e il perfetto bilanciamento tra hard rock e metal cromato per concludere positivamente l’ascolto dell’album. In sintesi: si poteva forse evitare qualche frangente più soffuso e spingere più sul pedale dell’acceleratore ma, pur con alcune parti un po’ troppo stereotipate e prevedibili, siamo comunque nel paradiso dell’AOR. Inutile anche fare il paragone con l’irripetibile stagione novantiana del gruppo, epoca d’oro che quasi di certo non tornerà più. I Fair Warning di oggi hanno un suono leggermente più adulto e senza orpelli, adatto forse a chi è cresciuto con loro e meno alle orecchie dei giovani metallari odierni. Ma se siete nella prima categoria, come chi scrive, oltre a poter alzare il voto di mezzo punto, non ve ne importerà più di tanto di questa recensione, perché avrete già comprato il disco da un bel pezzo, ed anzi starete già aspettando il prossimo…

TRACKLIST

  1. Fighting For Your Love
  2. Here Comes The Heartache
  3. Hey Girl
  4. Don't Count On Me
  5. Falling
  6. Holding On
  7. Walking On Smiles
  8. Someday
  9. As Snow White Found Out
  10. Station To Station
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