6.0
- Band: FAIRYLAND
- Durata: 01:05:07
- Disponibile dal: 13/06/2025
- Etichetta:
- Frontiers
La data del 21 Ottobre del 2022 ha scioccato tanti appassionati del power metal sinfonico: quel giorno, infatti, è arrivata la notizia della morte di Phil Giordana, a soli quarantaquattro anni, confermata dalla pagina ufficiale dei Fairyland.
Nessuno, dopo il fatto accaduto, si sarebbe atteso un nuovo disco firmato dalla band francese, ma oggi ecco invece arrivare “The Story Remains”, nuovo full-length edito dalla nostra Frontiers: Willdric Lievin, membro fondatore, si è caricato sulle spalle una grande responsabilità decidendo di portare avanti la musica dei Fairyland pur senza il loro songwriter e leader storico.
Lui e i nuovi componenti saranno stati in grado di non far rimpiangere troppo l’estro compositivo di Phil? Ciò che è certo è che il gruppo ha deciso di concludere quello che era stato iniziato; Giordana infatti ha lasciato molto materiale, ancora in stato embrionale, sul quale la nuova formazione ha dovuto lavorare duramente per portarlo a compimento.
Il quinto disco della band francese è un discreto esempio di power metal sinfonico per il quale, vista l’assenza del tastierista e leader Giordana, ci saremmo attesi un sound meno pomposo e più diretto: tutt’altro, qui gli arrangiamenti barocchi sono maestosi e si inseriscono in maniera imponente in ognuna delle composizioni. Ciò è immediatamente percepibile ascoltando la breve – qualcuno direbbe inutile – introduzione, e diventa ancora più evidente subito dopo con l’impatto cinematico di “To Stars And Beyond”, seguita a ruota dalla spedita “Karma”, con ancora una montagna di orchestrazioni, quasi esagerate visto cherischiano in molti punti di coprire gli altri strumenti.
Un altro aspetto non troppo convincente riguarda il nuovo cantante, l’inglese Archie Caine, in sostituzione di Francesco Cavalieri (Wind Rose), e che risulta un po’ troppo monocorde e poco espressivo. In generale le linee vocali che si incontrano durante la tracklist risultano un po’ fredde, colpa in parte anche di una produzione che suona troppo sintetica e artificiale, risaltando maggiormente il lato sinfonico.
Insomma, sono molti gli aspetti che non convincono in questo nuovo lavoro dei Fairyland, ma dobbiamo anche riconoscere alla band la capacità nel comporre brani maestosi, che certamente hanno richiesto un grosso lavoro in termini di scrittura.
I momenti che abbiamo più apprezzato arrivano con “A New Dawn”, raffinato midtempo impreziosito da strumenti a fiato – dove però, anche qui, a mancare è la personalità del cantante – la dinamica “Unity”, con la presenza di tanti elementi diversi tra i quali voci femminili, cori e chitarre acustiche, e la powereggiante “Suffering Ages ” che chiude il disco con decisione e la presenza di Elisa Martin (ex Dark Moor), la quale, con la sua poderosa voce, avrebbe giovato davvero all’intero disco.
Fa piacere ritrovare i Fairtyland, ma “The Story Remains” si perde troppo su arrangiamenti fastosi ed orchestrazioni barocche, dimenticando un po’ per strada la vera essenza dei brani.
