FALKENBACH – Asa

Pubblicato il 26/11/2013 da
voto
7.5
  • Band: FALKENBACH
  • Durata: 00:41:21
  • Disponibile dal: 01/11/2013
  • Etichetta: Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

Finalmente ci siamo, finalmente Vratyas Vakyas ha capito come devono suonare i suoi Falkenbach per essere completi. “Asa”, dalla cover molto suggestiva, è l’album che tutti i fan della one man band tedesca aspettavano, è il miglior lavoro targato Falkenbach. Novità e tradizione sono i due elementi che andavano fusi assieme per dare a questo gruppo un senso di compiutezza sinora mai raggiunto. “Asa” riprende quanto fatto non sul precedente “Tiurida”, ma sul buon “Heralding (The Fireblade)” del 2005, riuscendo a superarlo grazie a delle scelte dovute che tutti stavamo aspettando venissero affrontate. Per la verità, l’opener presenta il solito stile sul quale i Falkenbach si sono costruiti un più che discreto seguito, con il solito cantato pulito che tiene le note lunghe sulla fine di praticamente tutte le parole. Ma per fortuna stavolta questa soluzione non domina la release come in passato. Già con la successiva “Wulfarweijd” la musica lenta e figlia dei Bathory epici diventa più incisiva grazie ad un midtempo sostenuto da una doppia cassa martellante. Finalmente sentiamo anche lo screaming estremizzare il sound della canzone, in cui l’energia permane anche durante uno dei classici stacchi folk/acustici che i Falkenbach amano inserire in tutte le uscite. Davvero un’ottima song, che fa sperare finalmente in una piccola svolta stilistica nella band. L’illusione sembra però svanire già con il brano successivo, in cui un bel giro acustico pian piano si trasforma in una ballad metal: la base è energica, dinamica e qui Vratyas Vakyas avrebbe dovuto cambiare il suo solito modo di cantare con la voce pulita e dimostrare di capire e cogliere le sfumature differenti proposte dalla base musicale. Più adatto sarebbe stato un cantato più epico, magari dai toni enfatizzati all’eccesso come facevano i norvegesi Storm, invece anche qui c’è la solita voce sognate e mono-tono di Vratyas Vakyas. Arriviamo così a “Bronzen Embrace”: finalmente un brano veloce, forse il migliore della release, suonato ottimamamente. In questo album Vratyas Vakyas, infatti, è supportato da altri musicisti di origine lussemburghese con un passato nei Le Grand Guignol ad eccezione del violinista greco Nikos Mavridis. Nessuno pretende che la band teutonica cambi stile dopo tutti questi anni, ma c’era bisogno di alcuni elementi nuovi per diversificare la proposta. In questo brano ci sono dei punti di contatto come stile persino con i maestri svedesi Månegarm; il riffing principale della canzone è assolutamente esaltante ed è affiancato intelligentemente nell’occasione da un ottimo screaming. Ottima l’interpretazione vocale anche su “Eweroun”, altra ballad folk metal molto sognante e coinvolgente emotivamente. Gli accordi principali hanno qui un sapore nordico davvero intrigante ed i Falkenbach si dimostrano ottimi cantastorie. Su “Asa” il songwriting diventa più pesante che in passato, ci sono alcune notevoli ripartenze black metal che seguono alle parti folk metal: questo è l’album più estremo della band, ma questa scelta invece di omologare i Falkenbach alle migliaia di altri gruppi viking/pagan metal sembra dar loro semplicemente qualcosa in più e di diverso che sinora onestamente mancava. In “Asa” c’è tutto questo e non si può tacere della grande crescita stilistica raggiunta, evidente nello stupendo riff di apertura di “Stikke Wound”. Per celebrare quest’ottima release, la Prophecy Prod. non si è risparmiata e ha fatto uscire l’album in diverse versioni: una in digipack, una con doppio CD ed un vero e proprio libro di 48 pagine e persino una versione su LP. E’ tempo finalmente di celebrare questa storica band figlia degli immortali Bathory.

TRACKLIST

  1. Vaer Stjernar Vaerdan
  2. Wulfarweijd
  3. Mijn Laezt Wourd
  4. Bronzen Embrace
  5. Eweroun
  6. I Nattens Stilta
  7. Blout Fuër Bluot
  8. Stikke Wound
  9. Ufirstanan Folk
8 commenti
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