FALL OF MINERVA – Portraits

Pubblicato il 14/05/2016 da
voto
7.0
  • Band: FALL OF MINERVA
  • Durata: 00:45:47
  • Disponibile dal: 03/25/2016
  • Etichetta: Basick Records
  • Distributore:

Si presentano bene i Fall Of Minerva, con un bel disco di debutto dove a farla da padrone è una componente emotiva messa in primissimo piano come vero punto di forza. Ma andiamo con ordine: la band vicentina nasce nel 2011 e, appena qualche mese dopo, licenzia un EP che ha avuto un discreto successo nell’ambito e grazie al quale questi ragazzi hanno intrapreso qualche tour e suonato in giro per la penisola e non solo. Insomma, in questi anni, il nome Fall Of Minerva è circolato, e infine eccoli qua nel 2016 con un album di debutto già piuttosto professionale e ben concepito… Da gruppo serio insomma. Il quintetto si cimenta in un post hardcore a tinte chiaroscure, che talvolta abbraccia tonalità screamo, strizzando l’occhio a certo post rock e alternative metal/rock. Diciamo che siamo al cospetto di una via di mezzo tra i Cult Of Luna e gli Underoath, geograficamente e stilisticamente siamo vicini pure a un gruppo come i Dufresne, fino ad arrivare a sonorità più eteree e meditative alla Red Sparowes o Tides From Nebula. “Portraits” è un album che ha vari aspetti positivi: le parti melodiche sono molto accattivanti e memorizzabili, ma i Nostri non hanno di certo paura a tirare fuori gli artigli quando è ora di farlo. Riescono anche ad essere credibili persino quando si cimentano con un cantato in italiano, come ad esempio in “Green Ghost” dove sembra di sentire una versione metal dei primi Teatro Degli Orrori, con questo cantato quasi recitato, furioso e concitato. Un po’ di margine di miglioramento, a parere di chi scrive, lo possiamo trovare nelle parti atmosferiche, non così coinvolgenti come il resto delle parti nei brani. Infine, sebbene siamo perfettamente consapevoli che creare qualcosa di nuovo sia, oggi come oggi, qualcosa che rasenti l’utopico, un tocco di personalità o riconoscibilità farebbe fare ai Fall Of Minerva il salto di qualità. Detto questo, sicuramente il consiglio è di appuntarsi il nome e iniziare a seguire l’operato di questi vicentini più da vicino, le potenzialità ci sono tutte.

TRACKLIST

  1. Beyond the Pines
  2. Novocaine
  3. Boundless Lands, Confined Thoughts
  4. Träume
  5. Green Ghost
  6. Caronte
  7. Demagogy
  8. Sguardi nel Buio
  9. Grave of the Fireflies
  10. Ask the River
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