FALLOCH – Where Distant Spirits Remain

Pubblicato il 22/10/2011 da
voto
7.0
  • Band: FALLOCH
  • Durata: 00:53:54
  • Disponibile dal: 27/09/2011
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

Siamo in pieno autunno e dopo i Wolves In The Throne Room, diventati oramai una concreta certezza, ci provano questi scozzesi Falloch a diventare colonna sonora delle nostre giornate spente e grige. Artwork caratteristico, produzione impeccabile, composizioni curate nei loro minimi dettagli, moniker che è tutto un programma, sembrerebbe davvero impossibile che “Where Distant Spirits Remain” sia il debutto di un semplice duo, tra l’altro autodefinitosi “atmospheric post black metal”, là dove di black non c’è assolutamente nulla se non qualche sfuriata di blast beat dosata con il contagocce. Facilmente percepibili, invece, le fonti d’ispirazione di questa nuova scommessa Candlelight: le forti atmosfere decadenti richiamano fin da subito i francesi Alcest, con un occhio di riguardo alle tristi melodie barocche tanto care agli Anathema e, infine, un netto richiamo agli statunitensi Agalloch sulle rarefatte accelerazioni. L’affidamento dei singoli pezzi, per la maggior parte, viene dato alla classica formula musicale che procede, con il passare dei minuti, ad aggiunte successive, partendo da una base scarna ed essenziale per poi farsi via via più articolata e ricca di nuovi elementi, che possono essere i numerosi innesti di flauti o gli altrettanto abbondanti arpeggi folk. Gran parte del lavoro viene comunque svolto dalle chitarre, lontane dai territori estremi di alcuni gia citati colleghi illustri ma, al contrario, adibite a spaziare tra accordi ora shoegaze ora post rock, con numerose aperture melodiche fungenti da base alla voce del singer, a nostro avviso fin troppo pulita e melanconica, quasi più adatta ad una band classic; cosa, quest’ultima, che, nel complesso, abbassa il livello d’attenzione generale del disco. A voler cercare il pelo nell’uovo, le composizioni in alcuni tratti risultano leggermente artificiose: il gusto del barocco – che, se usato saggiamente non sfigurerebbe affatto nel contesto – è fin troppo dominante e onnipresente: non per niente, “Where We Believe”, episodio meglio riuscito a parer nostro, è quello maggiormente distaccato da questa imposta struttura, lavorando molto sulle cupe melodie bilanciate tra basso e chitarra. Con “Where Distant Spirits Remain” i Falloch confezionano dunque un esordio ricco, gettando le basi ad un percorso da tenere d’occhio in futuro, all’insegna di decadenti atmosfere autunnali ancora non del tutto inquadrate ma indiscutibilmente nel DNA di questi due scozzesi.

TRACKLIST

  1. We Are Gathering Dust
  2. Beyond Embers & The Earth
  3. Horizons
  4. Where We Believe
  5. The Carrying Light
  6. To Walk Amongst
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