FALLUJAH – Dreamless

Pubblicato il 03/05/2016 da
voto
7.5
  • Band: FALLUJAH
  • Durata: 00:56:14
  • Disponibile dal: 04/29/2016
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Sempre più ambiziosi, sempre più emotivi, ormai pronti a spiegare le ali e spiccare definitivamente il volo. Lassù, tra coltri di cieli stellati e aurore impalpabili, lontani dai rancori e dalle efferatezze tipici dell’immaginario death metal. Questi sono i Fallujah odierni. Una band che, timbrato il cartellino della terza prova sulla lunga distanza, non sembra assolutamente intenzionata a guardarsi alle spalle, proseguendo su un percorso evolutivo cangiante e, almeno all’apparenza, inarrestabile. Abbandonate del tutto le sterili velleità techno-death degli esordi e dando ancora maggiore risalto alla componente cinematografica del precedente, apprezzatissimo “The Flesh Prevails”, il quartetto di San Francisco compie un importante passo avanti verso la consacrazione del grande pubblico, non ponendosi il benché minimo limite in sede di songwriting e licenziando quello che potremmo arrivare a definire il suo “Sunbather” o il suo “Crack the Skye”. Il motivo? Una tracklist mai così varia e passionale, soltanto in parte riconducibile all’universo extreme metal e che abbraccia senza timori influssi ambient, electro, jazz e progressive, per un risultato finale sospeso tra esplosioni di rabbia e momenti di quiete, tra arie celestiali e piogge di meteoriti. Il growling potentissimo e le cascate di blast beat non hanno modificato il loro approccio, e donano severità a diversi passaggi, ma il riffing di chitarra e le partiture di synth – vero e proprio fulcro della proposta – risplendono oggi di nuova luce, ponendo l’accento su atmosfere maestose, da vera e propria soundtrack, e su intrecci mediamente meno serrati, a cui abbandonarsi come se ci si trovasse immersi in un sogno. Una svolta stilistica che sicuramente qualcuno taccerà di eccessivo ammorbidimento, di sottomissione alle regole del mercato, ma che a conti fatti permette alla sensibilità dei Nostri di emergere libera, priva di vincoli, in un crescendo di assoli liquidi e suadenti, riff armoniosi e tastiere enfatiche che spesso e volentieri rubano la scena alla strumentazione tradizionale. Nell’insieme, spiccano soprattutto il ‘singolo’ “The Void Alone”, con i suoi vocalizzi femminili a fare da contraltare all’operato della sezione ritmica e della coppia d’asce, “Abandon”, scossa alle fondamenta da stop-and-go siderali e mastodontici, e la strumentale “Les Silences”, sei minuti di keyboard e beat elettronici che potrebbero fungere da banco di prova per ulteriori sviluppi in questa direzione. Chiude il cerchio una resa sonora finalmente all’altezza della situazione: limpida, cristallina, ma lungi dall’essere meccanica o asettica come invece accadeva in passato, perfetta per esaltare i sentimenti alla base dell’intera opera. Da qualsiasi angolazione si decida di osservarlo e giudicarlo, “Dreamless” è insomma un album dalla personalità e dall’eleganza rare, in grado di accontentare più di una fascia di ascoltatori, dai patiti di The Faceless e Cynic ai fan di Between The Buried And Me, Long Distance Calling e Tesseract. Un album che chiude un ciclo e ne apre uno nuovo, nell’ottica di una delle carriere più avvincenti e affascinanti degli ultimi anni. Consigliatissimo.

TRACKLIST

  1. Face of Death
  2. Adrenaline
  3. The Void Alone
  4. Abandon
  5. Scar Queen
  6. Dreamless
  7. The Prodigal Son
  8. Amber Gaze
  9. Fidelio
  10. Wind for Wings
  11. Les Silences
  12. Lacuna
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