FAMISHGOD – Rotting Ceremony

Pubblicato il 31/08/2021 da
voto
7.5
  • Band: FAMISHGOD
  • Durata: 00:45:00
  • Disponibile dal: 02/09/2021
  • Etichetta:
  • Xtreem Music

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Nel 2016 i Famishgod uscivano con il loro secondo album “Roots of Darkness”, summa di un apparato death-doom che attingeva soprattutto da una stagione lontana, eppure ancora in grado di fornire suggestioni ad alto tasso emotivo.
Non è una novità che dagli anni Novanta ad oggi l’onda lunga di questo particolare filone non sia mai svanita, considerato che ha sempre attraversato l’underground in forme più o meno dissimulate, combinandosi puntualmente con altri generi e sonorità. In particolare nell’ultimo decennio, le gesta di vecchi luminari come (primissimi) Paradise Lost, Winter o Disembowelment sono state più volte riscoperte e rielaborate da una massiccia schiera di discepoli più o meno fortunati, quindi non stupisce vedere il progetto spagnolo riprendere la sua personalissima marcia funebre con un terzo full-length in cui si percepisce una ulteriore crescita a livello di scrittura e un maggiore senso della misura, i quali conferiscono una rinnovata vitalità alle canzoni. Se in “Roots…” tutto era particolarmente lugubre, con una prevalenza dell’elemento (funeral) doom e composizioni molto lunghe e dense, oggi i Famishgod, pur rimanendo coerenti con la propria natura, escogitano una via di uscita da certe remote profondità oscure, elaborando una formula leggermente più dinamica, colma di turbinosi sussulti e di spunti melodici che li avvicina più che mai alla mesta coralità dei primi Hooded Menace, oggi fra le band più in vista di questo panorama.
Se certe cadenze particolarmente gravi e degli arpeggi sibillini continuano a rievocare l’ombrosa solennità dei Disembowelment, il vero cardine della proposta in questa occasione risulta essere un groove che lentamente assume consistenza, fino a sfociare in brevi accelerazioni sostenute da una linea melodica estremamente a fuoco. Si arriva insomma di rado ai nove o dieci minuti di durata per traccia, cosa che invece accadeva piuttosto spesso in passato; i pezzi sono più ritmati e compatti, come se gli anni di silenzio avessero trasmesso al duo formato dal polistrumentista Pako Deimler e dal cantante Dave Rotten (Avulsed, Putrevore) le nuove virtù della sensibilità, della dinamicità, della pazienza nel trovare il varco giusto per poi esplodere in un magma sonoro certo capace ancora di scolpire riff possenti, ma anche di quietarsi su soluzioni che non disdegnano l’armonia e una vaga orecchiabilità.
Grazie anche alla sua struttura a suite, con i brani legati fra loro come se fossero capitoli di una storia, “Rotting Ceremony” si rivela un disco compiuto e scorrevole, la cui principale forza risiede nel suo contrasto fra vigore e immediatezza, senza eccessive sovrastrutture pseudo intellettuali. Ci troviamo insomma davanti a un valido lavoro di genere sostenuto da standard qualitativi piuttosto elevati, che si dimostra sincero e che coinvolge sin dal primo ascolto. Coloro che hanno trovato l’ultima prova dei suddetti Hooded Menace sin troppo contaminata dal metal anni Ottanta, sono certamente invitati a dare un ascolto a questo ritorno del progetto iberico, nel caso volessero riassaporare momenti di genuino tormento e perdizione di pura matrice death-doom.

TRACKLIST

  1. The Sun, The Death
  2. Ascension
  3. Fear Your Own Shadow
  4. Deep Fall
  5. Rotting Paradise
  6. Crystal Palace
  7. Earthly Slavery
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