7.0
- Band: FANGE
- Durata: 00:32:07
- Disponibile dal: 14/03/2025
- Etichetta:
- Throatruiner Records
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L’annuale album dei Fange è ormai una garanzia e, se questa recensione fosse un tweet, si potrebbe chiudere esplicitando subito come, anche in termini di risultati, la band bretone si confermi una certezza.
Andando più nel dettaglio, si capisce fin dall’avvio come, pur all’interno di un percorso ormai definito e piuttosto tetragono, con “Purulences” i quattro francesi cerchino comunque di inserire qualche elemento di ricerca. Magari non tale da gridare al miracolo, ma pur sempre meritorio. Nel monolite definito dalla batteria elettronica e dalle ritmiche ossessive, qui troviamo rallentamenti intensi, con un netto richiamo al passato più sludge della band (“Sand Conviction”), ma anche riff ascrivibili al death metal (“Mortes Promesses”, o ancor più “Grand Guignol”); una novità che ben si sposa alla crudezza industrial dell’insieme, e al tempo stesso inserisce i Fange in un lotto di band che cerca di travalicare con successo le definizioni di genere. Restando sul tema della spiccata dimensione industriale/rumorista, questa costante pietra angolare dei Fange tocca l’apice nei tre brani finali; “Juste Cruel”, ”Languages Fourchues” e “Aux Abois” si possono percepire quasi come le tre dimensioni di un solido desolante e infrangibile, che al tempo stesso trasuda sensazioni intense. Si intrecciano in questi brani alienazione, immagini di desolazione urbana e umana e un marcio senso epico. C’è poi un costante sottotesto di feedback, una sorta di filo conduttore che, se da una parte rende molto omogeneo e alienante l’ascolto complessivo, conferisce in certi momenti una sensazione di mestiere, ed è forse l’unico vero limite di un disco che non si può definire un passo indietro, ma sicuramente osa – o forse semplicemente ferisce le orecchie e l’animo – un po’ meno delle ultime due release del gruppo.
Si perde insomma forse un po’ l’effetto dirompente, ma non il senso di smarrimento e dolore che i Fange ci hanno instillato costantemente negli ultimi anni. Attendiamo magari qualche sforzo in più, ma la promozione resta piena.
