FANGTOOTH – Fangtooth

Pubblicato il 04/10/2011 da
voto
7.0
  • Band: FANGTOOTH
  • Durata: 00:38:46
  • Disponibile dal: 28/03/2011
  • Etichetta: Solitude Prod.
  • Distributore:

Nel 2010 i messinesi Fangtooth esordiscono sulla lunga distanza con un lavoro omonimo ed autoprodotto che oggi viene ristampato e distribuito dalla label russa Solitude Productions. Le lunghe antenne dell’etichetta si saranno subito drizzate all’ascolto di “Fangtooth”, vero e proprio concentrato di doom ultra classico che miscela insieme Black Sabbath e Candlemass, Saint Vitus e Reverend Bizarre, Witchfinder General e Thunderstorm. Proprio al disciolto combo bergamasco i nostri debbono più di una intuizione, soprattutto a livello di riffing: se infatti i ragazzi riusciranno a limare qualche asperità di troppo potrebbero davvero raccogliere il testimone lasciato cadere da Fabio Thunder e soci. Per analizzare l’esordio dei siciliani ci piace partire dalla fine, dal brano migliore del lotto, che mette chiaramente in evidenza il talento compositivo di Sfack e compagnia. “Cry Of The Nephilim” è un brano sicuramente derivativo, o, per meglio dire, rispettoso dei canoni e dei confini che il classic doom si è imposto sin da subito; nonostante ciò (o per alcuni proprio grazie a questo) la canzone riesce a decollare ed a mettere in mostra un songwriting sopraffino che si traduce in un incedere estremamente pesante e plumbeo, memore delle lezioni di primi Candlemass e Reverend Bizarre. Molto bene anche il dittico iniziale composto da “The Eye Of God” e “Rise Again”: la prima che si apre con un clamoroso riffone sabbathiano e viene innerbata con robuste dosi di Thunderstorm, mentre la seconda si segnala per delle accelerazioni notevoli che rimandano alla NWOBHM più sulfurea e cupa. I tre rimanenti episodi, lungi dall’essere brutti, mettono in mostra un certo manierismo, che unito ad una vaga insicurezza esecutiva fa sì che non riescano a colpire come dovrebbero. Soprattutto la voce di Sfack e la batteria di Grendel “The Animal” sono da rivedere, probabilmente anche a causa di una produzione decisamente scadente che non rende loro giustizia. Tutto sommato, “Fangtooth” rappresenta un buon esordio, forse un po’ troppo acerbo, ma che lascia intravedere enormi margini di miglioramento ed un talento compositivo sopra la media. Attenderemo quindi con ansia un eventuale secondo album, certi che – se i ragazzi continueranno a lavorare con costanza e dedizione – i risultati non tarderanno ad arrivare.

TRACKLIST

  1. The Eye Of God
  2. Rise Again
  3. Father
  4. In Depths We Lie
  5. Martyr
  6. Cry Of The Nephilim
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