FATAL ATTRACTION – Simplicity Rules

Pubblicato il 09/09/2003 da
voto
7.0
  • Band: FATAL ATTRACTION
  • Durata: 00:52:41
  • Disponibile dal: 09/05/2003
  • Etichetta: Adrenaline
  • Distributore: White 'n' Black

Il quintetto svedese giunge al secondo capitolo discografico dopo il buon successo che riscosse il debut album “End Of Regulation Time” nella terra del Sol Levante nel lontano 1995. Ci sono voluti ben otto anni prima che la band sfornasse un altro disco, e direi che le attese non sono state vane. Certo, non ci troviamo di fronte a un capolavoro, ma il disco è gradevole, ben suonato e scorre via senza particolari intoppi per tutta la sua durata. Lo stile delle canzoni è molto vario, e la band dimostra di avere un background musicale tutt’altro che limitato. Ovviamente ci sono le dodici canzoni del platter a dimostrarcelo. “Feel The Fire” è una delle song migliori del lavoro, che infatti risulta piacevolissima, dal ritornello decisamente catchy (ma non banale) dove le sonorità dei Rush del periodo più pop (“Power Windows”, “Hold Your Fire”), incontrano certe atmosfere del masterpiece “Reggatta De Blanc” dei mai dimenticati Police. La vivace title track è un altro dei punti di forza del disco, dove il sound arioso delle tastiere si fonde alla perfezione con i riff di chitarra e con la voce melodica di Faltsjo. La romantica “Head Above The Water” è una riuscita AOR tune che, pur non risultando innovativa, si lascia ascoltare tranquillamente, e grazie alle sue melodie non faticherà molto a conquistarvi. La band continua a snocciolare delle canzoni gradevolissime, come la dolce “Anything It Takes”, la rockeggiante “In The Heart Of My Soul”, e “Stay On The Line”, che richiama molto le sonorità cromate degli anni ’80, che furono plasmate da mitici act come Asia e Journey. Peccato per il calo di tono che si riscontra nella ballad “Valley Of Heaven”, che non convince affatto risultando troppo poco incisiva e priva di quel giusto tiro che ogni ballata dovrebbe avere. Con “Modern World” le cose vanno decisamente meglio, e qui la band tende a creare delle atmosfere piacevolissime, intrecciando una solida ritmica, il sound compatto delle chitarre, e le partiture gioiose di tastiere, completate dalla capace ugola del singer. Un dolce arpeggio di chitarra introduce “Silver Son”, piacevole AOR song, che rimarca l’amore dei nostri verso le sonorità del rock più melodico. Le seguenti “Perfect Dream” e “Unknown World” sono piuttosto scontate, pur essendo gradevoli per l’udito, ma che non convincono pienamente per via della costruzione sin troppo banale e scontata. La conclusiva “Third Anthem” è un brano lungo ed intricato, che inizia con delle delicate note di piano, che sfociano nel wall of sound creato dagli altri strumenti, dove spicca il solo di organo, seguito a breve dall’espressivo solo di chitarra che conclude degnamente un lavoro pienamente sufficiente, ma che con qualche brano di meno sarebbe risultato più riuscito. Speriamo di non dover attendere nuovamente quasi due lustri per ascoltare un nuovo lavoro…

TRACKLIST

  1. Simplicity Rules
  2. Head Above The Water
  3. Feel The Fire
  4. Anything It Takes
  5. In The Heart Of My Soul
  6. Stay On The Line
  7. Valley Of Heaven
  8. Modern World
  9. Silver Son
  10. Perfect Dream
  11. Unknown World
  12. Third Anthem
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