FATE UNBURIED – Logos

Pubblicato il 17/09/2017 da
voto
6.0
  • Band: FATE UNBURIED
  • Durata: 00:43:59
  • Disponibile dal: 27/03/2017
  • Etichetta: Sliptrick Records
  • Distributore:

È un debutto tra luci ed ombre quello dei Fate Unburied, quartetto di Vicenza che prova a destreggiarsi in un campo non facile come quello del progressive death metal, tentando di mescolare melodia, velocità, con moderno e old-school. L’amalgama sonora, infatti, è influenzata da gruppi storici e geniali quali Atheist, Cynic, Death e via dicendo. Il sound è quindi fondamentalmente un death metal a tinte progressive, con accenni jazz qua e là, e alcuni passaggi più tirati, dove i nostri prendono spunto, specie nel riffing, a un’indole più moderna, con passaggi in stile tipicamente technical death metal (alla Obscura, Necrophagist, The Faceless). In altri frangenti invece assistiamo a citazioni di indole melo-death, tipo Carcass periodo “Heartwork” per intenderci, fino ad arrivare a momenti più sbilenchi e groovy dove si sentono echi di Gojira e Tesseract. Una bella commistione musicale, che se da un lato può dimostrare un bel coraggio e un’ambizione ammirevole, dall’altro comporta che le possibilità di combinare un bel pasticcio siano appena dietro l’angolo. Chiariamo subito che “Logos” non è un disco da buttare, ci sono frangenti infatti che riescono nell’intento di trascinare l’ascoltatore, grazie a una verve e ad un pathos che i Nostri riescono a trasmettere. Quello che manca, per contro, è un po’ di estro e fantasia in più (oltre che a un po’ di personalità), per cercare di assemblare i tanti elementi che piacciono e che vorrebbero suonare, ma che troppo spesso finiscono per mettere insieme un po’ frettolosamente, ripetendo bene o male sempre le stesse soluzioni. Un esempio lampante sono i riff che accompagnano le strofe dei brani, che sono basati sulla stessa struttura ritmica/melodica, cambiando giusto le diteggiature. Meglio invece sono i passaggi più rallentati, che generalmente deflagrano in ripartenze adrenaliniche e ben riuscite. Come dicevamo, ad un debutto si possono perdonare anche alcuni errori dovuti ad inesperienza e ingenuità. Le basi per costruire qualcosa di meglio, a nostro avviso, ci sono, quindi se siete amanti del genere e setacciatori di underground, potete farvi avanti.

TRACKLIST

  1. It's Late
  2. Dormancy Within
  3. Vertigo
  4. Methrosy
  5. Life Abuse
  6. Fate
  7. Inner Wisdom
  8. Oppression/Resignation
  9. Ultima
  10. Unburied
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