FATES WARNING – A Pleasant Shade Of Gray

Pubblicato il 04/03/2001 da
voto
8.5
  • Band: FATES WARNING
  • Durata: 00:52:15
  • Disponibile dal: 22/04/1997
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

Certe volte è proprio difficile prendere il sonno, la notte. Certe volte il rumore dei pensieri è così assordante da non permettere agli occhi di chiudersi, talmente assordante da coprire quello monotono della pioggia che si infrange contro la finestra. Siamo soli, con il mondo chiuso a chiave all’esterno. Ed è quasi buffo accorgersi di come certe situazioni siano in grado di amplificare in maniera esponenziale il nostro modo di ‘sentire le cose’ : improvvisamente accade che ricordi mai del tutto sopiti tornino in vita con una forza tutta nuova, e la mente fugge via, perduta in oceani burrascosi di visioni. Ci sono chiodi, infilati nel nostro cranio, che forse non riusciremo mai a rimuovere. Ci sono parole che avremmo voluto dire, ci sono sentimenti che avremmo voluto manifestare: fa male rendersi conto che queste parole e questi sentimenti sono sempre lì, dentro la nostra testa. Fa terribilmente male realizzare che abbiamo perduto la nostra occasione per esprimere quello che sentivamo, che quel treno è passato, che quel sole è tramontato. E’ doloroso, sì, ma non è -paradossalmente- anche piacevole? Non è piacevole pensare a come sarebbe stato bello se ci fossimo comportati come avremmo voluto, immaginare come saremmo stati bene se quel nostro bel sogno si fosse materializzato? E’ piacevole,si, almeno finché non ci rendiamo conto che è tutta un’illusione, che è andato tutto perduto e la colpa è anche nostra, che non abbiamo provato, che non abbiamo rischiato, che non siamo riusciti a comunicare ed a condividere con qualcuno quello che davvero sentivamo. “A pleasant shade of gray” è un capolavoro. Un’opera d’arte. La perfezione formale che riveste il più profondo ed impegnato dei contenuti. La malinconia come non l’avete mai vista.
Jim Matheos, autore del concept e vera e propria mente dei Fates Warning, è riuscito laddove molti falliscono, creando un disco capace di comunicare qualcosa di veramente importante e complesso come uno stato d’animo, senza scadere mai nel retorico o nel superficiale. Una sola canzone, divisa in dodici movimenti, per cinquanta intensi minuti di grazia messa in musica ed infinite sfumature di grigio che appaiono, si mescolano e si dissolvono. Un album tecnicamente perfetto e complesso (si parlava di perfezione formale, quindi di –esteticamente bello- , no?), nel quale le straordinarie doti dei musicisti mai e poi mai si permettono di sovrastare e calpestare la parte puramente emotiva, sempre predominante su tutto il resto. Questo è il disco assoluto del prog metal, dove le influenze più disparate (Marillion, Rush, Pink Floyd, stoner?) si fondono e danno vita ad un qualcosa di unico e, ebbene si, geniale. Raffinato, elegante, e assolutamente complesso ed inavvicinabile (alcuni ci hanno messo mesi ad afferrarlo, altri probabilmente non lo comprenderanno mai), questo è il masterpiece di una band che sembra davvero aver capito tutto e che qui si esprime al massimo delle sue (immense) potenzialità. Ray Alder, dotato di un’ugola potente e cristallina, è ora graffiante e rude ora passionale e delicato; Mark Zonder da’ lezione di drumming a tutti gli altri batteristi metal (nessuno escluso); Jim Matheos è uno di quei chitarristi che hanno capito che anche con due note si può emozionare; Kevin Moore (ebbene si, lui) e Joey Vera compiono un incredibile ed intelligente lavoro in fase di arrangiamento. Tutto perfetto, tutto bellissimo, tutto fuori dal comune. Non si può descrivere cosa si prova a scendere giù nel grigio e non lo si può capire finché non si ascolta il disco, ovviamente leggendo i testi in contemporanea. “Questa ombra di grigio, questa silenziosa follia aleggia nell’aria, aleggia come un ricordo, come una nuvola” . Sarebbe un peccato perdersi tutto questo, sarebbe un peccato non provare ad entrare dentro a tutto questo. “A pleasant shade of gray” è semplicemente uno di quei dischi che, una volta compresi, ti cambiano la vita. Se vi accontentate della solita musica, allora lasciate perdere.

TRACKLIST

  1. Part I
  2. Part II
  3. Part III
  4. Part IV
  5. Part V
  6. Part VI
  7. Part VII
  8. Part VIII
  9. Part IX
  10. Part X
  11. Part XI
  12. Part XII
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