FAUN – Licht

Pubblicato il 23/08/2005 da
voto
7.5
  • Band: FAUN
  • Durata: 00:51:32
  • Disponibile dal: //2005
  • Etichetta: Curzweyhl
  • Distributore: Masterpiece

Con un annetto di ritardo rispetto alla Terra madre, giunge anche in Italia il secondo full-length dei tedeschi Faun, combo che presenta una proposta assolutamente lontana da sponde metalliche, ma che può certo interessare i numerosi appassionati di musica folk e medievale che già hanno seguito in passato le gesta acustiche di combo quali gli In Extremo oppure i nostrani Ataraxia e Lupercalia. I Faun suonano, come dicevamo, pagan medieval music, la cui particolarità, però, è quella di attingere a numerose espressioni di musica folcloristica, non solo, come facilmente immaginabile, dalla tradizione germanica o da quella celtico-irlandese; una notevole dose di influenze arabo-mediorientali, infatti, permette al quintetto teutonico di risultare piuttosto originale, miscelando sapientemente i suoni di lire, liuti, flauti e cornamusa con quelli di strumenti tipici del Medio Oriente, quali il bouzouki, il darabukka, il riq, il berimbau (questo di origine sudamericana, a dire il vero). Il contrasto, poi, che l’utilizzo di sample e campionamenti ritmici genera nei confronti delle atmosfere più mistiche e sognanti, riesce a dare un tocco ulteriore e personale ai Faun, ben in grado di riscuotere i favori della critica con pochi sforzi. “Licht” parte subito benissimo, escludendo il breve “Prolog”, con l’esaltante strumentale “Andro”, totalmente coinvolgente grazie al vorticoso giro di cornamusa, e con l’ottima “Unda”, composizione sulla falsariga della precedente ma con riuscite linee vocali. I Faun sanno creare brani anche più soffusi, ben interpretati dalle splendide voci di Elisabeth Pawelke e Fiona Ruggeberg, sempre conditi da percussioni e suggestioni arabe, e “Von Den Elben”, “Wind & Geige” e, soprattutto, “Ne Aludj El” ne sono ampia prova. “Punagra” ci riporta quasi in ambienti da fiera paesana, mentre “Isis” è una ballata che con il folk ha poco a che fare, strizzando l’occhio invece ad un dark parecchio gentile e appena accennato. “Egil Saga” è un altro dei pezzi forti di “Licht”, derivante dal folclore islandese. Insomma, grazie anche alle due interessantissime tracce video finali, questo album saprà certo conciliare il desiderio dei pagan-folk-maniac di rivivere epoche perse e (mai) dimenticate. Un gioiellino.

TRACKLIST

  1. Prolog
  2. Andro
  3. Unda
  4. Von Den Elben
  5. Ne Aludj El
  6. Deva
  7. Punagra
  8. Wind & Geige
  9. Isis
  10. Cernunnos
  11. Egil Saga
  12. Fort
  13. Punagra (live)
  14. Andro (live)
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