FAUN – Renaissance

Pubblicato il 05/10/2005 da
voto
8.0
  • Band: FAUN
  • Durata: 00:51:01
  • Disponibile dal: /07/2005
  • Etichetta: Curzweyhl
  • Distributore: Masterpiece

A distanza di poche settimane dalla pubblicazione di “Licht” e del DVD “Lichtbilder” (sbirciate pure ai link sotto riportati), i folkster medievali Faun si ripresentano all’appello con il loro ultimo lavoro, un bellissimo affresco d’antichità e dolcezza intitolato “Renaissance”. Ancora una volta, i cinque fauni germanici si dimostrano un combo davvero preparato e capace nel riproporre melodie ed atmosfere dimenticate e commoventi da un lato, esaltanti e trascinanti dall’altro. Il leader Oliver Sa Tyr, le due affascinanti cantanti e musiciste Fiona Ruggeberg e Lisa Pawelke, il percussionista Rudiger Maul e l’addetto all’elettronica Niel Mitra sanno realmente trasporre nel moderno e confusionario mondo d’oggi sprazzi e schiarite di tranquillità e vivacità, riflessione e ricordo, attraverso musiche sempre coinvolgenti, di classe e talmente visionarie da far rabbrividire. Sembra che, su “Renaissance”, i Faun abbiano voluto porre l’accento su due aspetti fondamentali, anche se non primari, del loro suono: le percussioni e l’effettistica. Il lavoro di Maul ai diversi strumenti percussivi, provenienti da più di una cultura, è stato davvero esaustivo e in brani quali “Iyansa” e “Da Que Deus” si pone in primissimo piano; da par suo, lo stravagante Niel Mitra ha creato ottimi tappeti elettronici, soffusi il giusto, mai preponderanti e sempre adatti al contesto della song. Le prime quattro tracce valgono da sole l’acquisto dell’album: “Satyros” e “Da Que Deus” stimolano l’ascoltatore a sorridere e ad iniziare timide danze folcloristiche, tramite delle ritmiche azzeccatissime e delle linee vocali spettacolari…e se il primo è tratto dai canti del Carmina Burana di Orff, il secondo va a pescare nella tradizione galiziana e portoghese; “Tagelied” è una composizione originale dei Faun e piace per le delicate trame di voce e per la leggiadria del magico liuto di Oliver; è poi la volta dell’esaltata “Rhiannon”, che, come intuibile dal titolo, è una strumentale di celtica natura e propone cornamuse incendiarie e percussioni quasi violente. Un vero poker di capolavori! Il disco cala vagamente nella parte centrale, dove “Königin” e “Loibere Risen” risultano un po’ sottotono e leggermente noiose, seppur dotate comunque di grande atmosfera. “Rosmarin”, brano originale di chiara matrice gitana, e la straziante “Das Tor”, scritta in collaborazione con un’amica della band, ora defunta, fanno calare il sipario su di una release magica e senza tempo, come spesso gli album di folk medieval-pagano sono. Non sappiamo se i Faun siano i migliori nel genere, certo è che hanno una classe ed una preparazione tecnica eccezionale. Dieci lacrime di passato da piangere con lo sguardo rivolto al più bello dei tramonti, per poi lasciarsi pure morire.

TRACKLIST

  1. Satyros
  2. Da Que Deus
  3. Tagelied
  4. Rhiannon
  5. Sirena
  6. Königin
  7. Iyansa
  8. Loibere Risen
  9. Rosmarin
  10. Das Tor
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