8.0
- Band: FAUN
- Durata: 00:51:01
- Disponibile dal: /07/2005
- Etichetta:
- Curzweyhl
- Distributore: Masterpiece
A distanza di poche settimane dalla pubblicazione di “Licht” e del DVD “Lichtbilder” (sbirciate pure ai link sotto riportati), i folkster medievali Faun si ripresentano all’appello con il loro ultimo lavoro, un bellissimo affresco d’antichità e dolcezza intitolato “Renaissance”. Ancora una volta, i cinque fauni germanici si dimostrano un combo davvero preparato e capace nel riproporre melodie ed atmosfere dimenticate e commoventi da un lato, esaltanti e trascinanti dall’altro. Il leader Oliver Sa Tyr, le due affascinanti cantanti e musiciste Fiona Ruggeberg e Lisa Pawelke, il percussionista Rudiger Maul e l’addetto all’elettronica Niel Mitra sanno realmente trasporre nel moderno e confusionario mondo d’oggi sprazzi e schiarite di tranquillità e vivacità, riflessione e ricordo, attraverso musiche sempre coinvolgenti, di classe e talmente visionarie da far rabbrividire. Sembra che, su “Renaissance”, i Faun abbiano voluto porre l’accento su due aspetti fondamentali, anche se non primari, del loro suono: le percussioni e l’effettistica. Il lavoro di Maul ai diversi strumenti percussivi, provenienti da più di una cultura, è stato davvero esaustivo e in brani quali “Iyansa” e “Da Que Deus” si pone in primissimo piano; da par suo, lo stravagante Niel Mitra ha creato ottimi tappeti elettronici, soffusi il giusto, mai preponderanti e sempre adatti al contesto della song. Le prime quattro tracce valgono da sole l’acquisto dell’album: “Satyros” e “Da Que Deus” stimolano l’ascoltatore a sorridere e ad iniziare timide danze folcloristiche, tramite delle ritmiche azzeccatissime e delle linee vocali spettacolari…e se il primo è tratto dai canti del Carmina Burana di Orff, il secondo va a pescare nella tradizione galiziana e portoghese; “Tagelied” è una composizione originale dei Faun e piace per le delicate trame di voce e per la leggiadria del magico liuto di Oliver; è poi la volta dell’esaltata “Rhiannon”, che, come intuibile dal titolo, è una strumentale di celtica natura e propone cornamuse incendiarie e percussioni quasi violente. Un vero poker di capolavori! Il disco cala vagamente nella parte centrale, dove “Königin” e “Loibere Risen” risultano un po’ sottotono e leggermente noiose, seppur dotate comunque di grande atmosfera. “Rosmarin”, brano originale di chiara matrice gitana, e la straziante “Das Tor”, scritta in collaborazione con un’amica della band, ora defunta, fanno calare il sipario su di una release magica e senza tempo, come spesso gli album di folk medieval-pagano sono. Non sappiamo se i Faun siano i migliori nel genere, certo è che hanno una classe ed una preparazione tecnica eccezionale. Dieci lacrime di passato da piangere con lo sguardo rivolto al più bello dei tramonti, per poi lasciarsi pure morire.
