FEAR MY THOUGHTS – Vulcanus

Pubblicato il 16/01/2007 da
voto
8.0
  • Band: FEAR MY THOUGHTS
  • Durata: 00:57:03
  • Disponibile dal: 15/01/2007
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: EMI

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E finalmente, con tutta probabilità, è giunto il momento in cui chiunque abbia le orecchie foderate di acciaio e si reputi un vero appassionato di heavy metal si accorga della presenza e della bravura (e ne sparga quindi le mirabilia) di un gruppo eccezionale quale i tedeschi Fear My Thoughts. Non sono bastati i due killer-album precedenti – “The Great Collapse” e “Hell Sweet Hell” – a far decollare la nomea e lo status di ‘big band’ del quintetto teutonico: vuoi per il discreto sentore di estrazione hardcore che ancora fa storcere il naso al metallaro duro e puro, vuoi per la militanza in una label, la Lifeforce Records, ottima scopritrice di talenti ma ancora non distribuita in modo ideale in Italia, i Fear My Thoughts sono restati nascosti finora fra le seconde o terze linee. Ebbene, con l’accasamento alla Century Media, si spera che Mathias Von Ockl e compagni possano ora mettere bene in chiaro cosa rappresentano oggi essi stessi nel panorama extreme metal: una certezza assoluta ed una fra le formazioni migliori d’Europa. Esageriamo, dite? Forse…e per alcuni sarà certamente così; ma sinceramente ci viene ora difficile pensare ad un gruppo più bravo di questo nel rinverdire la storica tradizione germanica del thrash (Kreator, Destruction), unendola al parossismo esaltato dello swedish death (At The Gates), alle sperimentazioni elettro-melodiche dei Dark Tranquillity, a chiare influenze Seventies ed al retaggio hardcore di cui sopra, tipico della scena death-core tedesca. Oltre agli ultimi Maroon, ancora però legatissimi alla logica del breakdown mosh ripetuto, ci hanno provato di recente i The Haunted con “The Dead Eye”, ma il paragone stenta a reggere: mentre con i fratelli Björler l’atmosfera è piuttosto leggiadra, qui dentro siamo di fronte ad un massacro senza prigionieri, né resti umani. Tutto viene disintegrato per poi poter procedere alla ricostruzione: le iniziali “Accompanied By Death” e “Blankness” atterrano all’istante, tanto sono brutali, ben congegnate e senza punti deboli, in un preciso inseguirsi di riff taglienti, hook melodici, metriche da collasso e urla che sono fiamme roventi; poi, come d’incanto, ecco presentarsi l’incipit acustico di “Culture Of Fear”, una sorta di “Insanity’s Crescendo” (Dark Tranquillity) rivisitata dagli Opeth, la ricostruzione di cui si scriveva poco sopra! La quale procede più avanti con la fenomenale “Vulcanus”, una traccia strumentale che quasi è il pezzo migliore del disco. E in mezzo alle estremità del platter, troviamo tutti gli altri brani, a partire dalla sinistra “Accelerate Or Die”, dove Schmier e Mike dei Destruction fanno la loro lampante apparizione, e dalla mosh-oriented “Gates To Nowhere”, fino a giungere alle più complesse “Stamp Of Credence” e “Wasteland”, dal mood sperimentale e apocalittico, passando infine per il chorus avvincente di “Soul Consumer”. Segnalando l’ottimo lavoro di Kim Olesen degli Anubis Gates alle tastiere e agli effetti elettronici e la solita gigantesca produzione made in Hansen Studios, non rimane che spronarvi ardentemente all’accaparramento di “Vulcanus”, il primissimo acquisto obbligato dell’anno! Tra l’approccio più all’avanguardia di “The Great Collapse” e la violenza assassina di “Hell Sweet Hell”, i Fear My Thoughts si sono evoluti miscelando passato, presente e futuro in un vulcano di idee prontissimo ad eruttare. Correte ai ripari!

TRACKLIST

  1. Accompanied By Death
  2. Blankness
  3. Culture Of Fear
  4. Accelerate Or Die
  5. Stamp Of Credence
  6. Survival Scars
  7. Vulcanus
  8. Soul Consumer
  9. Both Blood
  10. Gates To Nowhere
  11. Lost In Black
  12. Wasteland
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