FEED HER TO THE SHARKS – Fortitude

Pubblicato il 10/02/2015 da
voto
8.0
  • Band: FEED HER TO THE SHARKS
  • Durata: 00:50:38
  • Disponibile dal: 10/02/2015
  • Etichetta: Victory Records
  • Distributore:

Dopo la splendida conferma degli Hand Of Mercy in tempi non sospetti, ecco un’altra brillante compagine fare capolino dalle assolate spiagge dell’Australia. I Feed Her To The Sharks (nome quanto mai suggestivo per una band australiana) si formano in quel di Melbourne nel 2009 e, dopo una pletora di tour in patria come opening act per titani della scena -core quali Suicide Silence, August Burns Red, Asking Alexandria, e due full length autoprodotti, i Nostri sono riusciti ad arraffare un contratto col colosso Victory in tempo zero. Cominciamo subito col dirvi che questo loro battesimo del fuoco sotto major non poteva iniziare in modo migliore, dato che abbiamo probabilmente a che fare con una delle migliori release di questo ancora giovanissimo 2015. Gli Australiani propongono un metalcore melodico di stampo americano, senza però lesinare in sconfinamenti swedish ed in virtuosismi tecnici che lasciano con l’acquolina in bocca. Uno dei principali fattori che li eleva dalle sconfinate masse di cloni che attualmente affliggono la scena sono una capacità compositiva fuori dal comune, un sound potentissimo e moderno, ma soprattutto un frontman versatile e carismatico come pochi. E’ proprio la timbrica vocale del capitano Andrew Vanderzalm che ammalia in questo lavoro: mentre quando c’è da pestare duro il Nostro si abbandona ad uno scream nervoso e forsennato, negli episodi in clean ricorda in certi frangenti l’Howard Jones dei tempi andati, in altri il connazionale David Anderton dei Chaos Divine, per espressività, calore e trasporto. Tutte le tracce di questo “Fortitude” sono eccellenti, dal modern metal tutto groove ed elettronica di “Chasing Glory” (il cui ritornello vi resterà cementato in testa per settimane), passando per l’assalto frontale di “Shadow Of Myself”, il metalcore romantico di “Heart Of Stone” (un pezzo che i Caliban vorrebbero scrivere dai tempi di “The Awakening”), andando ancora con il riff irresistibile di “Fear Of Failure”, condito da arpeggi sognanti e da un solo trascinante, passando nuovamente per la scuola dei mai sufficientemente compianti As I Lay Dying, chiaramente udibile in “Walking On Glass”, arrivando poi a “Faithless”, altro fulgido esempio di come dovrebbe suonare un pezzo metalcore nel 2015. Questo lavoro, se al primo ascolto affascina e incuriosisce, dopo ripetuti passaggi convince, sorprende, ma soprattutto emoziona come solo un grande album sa fare. Passano gli anni, ma la Victory dimostra ancora di avere un fiuto incredibile per quanto riguarda questo tipo di uscite. Senza timore di smentite, possiamo dirvi che abbiamo a che fare con una delle migliori band metalcore attualmente sulla piazza, la quale spazza via la concorrenza per preparazione, freschezza, ma soprattutto ispirazione. Con il supporto di una major di questo calibro, e con le qualità qui dimostrate, chi lo sa quanto in alto potranno arrivare negli anni a venire. Ai posteri l’ardua sentenza, intanto noi continuiamo a spararci questa piccola perla degli Australiani in heavy rotation.

TRACKLIST

  1. The World Is Yours
  2. Chasing Glory
  3. Burn the Traitor
  4. Shadow of Myself
  5. Terrorist
  6. Heart of Stone
  7. Walking on Glass
  8. Fear of Failure
  9. Faithless
  10. Badass
  11. Let Go
  12. Memory of You
  13. Buried Alive
2 commenti
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