FERAL FORMS – Through Demonic Spell

Pubblicato il 21/11/2024 da
voto
7.0
  • Band: FERAL FORMS
  • Durata: 00:29:00
  • Disponibile dal: 29/11/2024
  • Etichetta:
  • Everlasting Spew Records

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Dopo l’EP-antipasto dello scorso anno, ecco i Feral Forms confrontarsi con il formato full-length e con la concorrenza di un filone, quello del black/death più velenoso e parossistico, che da qualche tempo a questa parte si può dire stia godendo di una buona visibilità anche al di fuori dei soliti circuiti underground, complice la risonanza dei blitz compiuti da terroristi sonori come Antichrist Siege Machine e Concrete Winds.
Intercettato dall’ormai affidabile Everlasting Spew, non nuova a sortite di questo tipo, vedasi pure quanto fatto con i Deathsiege qualche anno fa, il quartetto di Trieste affronta l’impegno forte dell’esperienza maturata da alcuni suoi membri in altri progetti (Grime e The Secret su tutti), imbastendo una tracklist in cui furia cieca e una certa dose di rigore convivono senza calpestarsi i piedi a vicenda.
Sulle prime, ciò che colpisce di “Through Demonic Spell” è ovviamente l’interpretazione febbrile e degenerata che avvolge a mo’ di nebbia omicida i vari brani; il piglio barbarico che, sia a livello strumentale che vocale, induce a rispolverare il tag ‘war metal’ e a scendere a patti con una concezione di musica a dir poco feroce e percussiva, in cui non vi è apparentemente spazio per il raziocinio o l’allentamento della tensione.
Invece, prestando un po’ più di attenzione e scavalcando il muro di sbarramento eretto dallo screaming, è evidente come alla base di questo flusso diabolico – ben reso dalla foto scelta come artwork – vi sia una scrittura a cui non interessa buttarla ‘in caciara’, preferendo giocare con la tridimensionalità del suono e dando il giusto risalto al concetto di riff.
Se un gruppo come i suddetti Concrete Winds non molla letteralmente mai la presa, al punto da indurre l’asfissia e dall’attirare tanti favori quante critiche per via di questo suo approccio monotematico, i Feral Forms puntano su una proposta meno alienante e paragonabile a quella anni Novanta degli Angelcorpse o a quella più recente dei Lvcifyre di “The Calling Depths”, cercando quindi di modulare la velocità (comunque sostenutissima) e di conferire un movimento maggiore alla raccolta, divisa fra carneficine-lampo (“Angelcide”, “Prelude”) e parentesi ‘composite’ in cui la durata arriva a sfiorare i cinque minuti (“Monastery Raid”, “Titanomachia”, “Antichrist Congregation”).
Questa accortezza fa sì che il disco non si esaurisca come una fiammata improvvisa, ma bruci invitando al replay e fornendo dei ganci a cui aggrapparsi durante l’ascolto (si pensi al riffone di “Hellish Nuke” o alle melodie spettrali che qua e là spezzano l’aggressione), con i Nostri che, arrivati a questo punto, hanno decisamente dalla loro una base da cui partire per farsi un nome tra gli appassionati di certe sonorità.
Se appartenete alla categoria, l’invito è di non sottovalutarne le capacità distruttive.

TRACKLIST

  1. Monastery Raid
  2. Under the Banner of Hell
  3. Titanomachia
  4. Angelcide
  5. Sadistic Inner Hate
  6. Antichrist Congregation
  7. Prelude
  8. Hellish Nuke
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