7.5
- Band: FERETRI
- Durata: 00:25:25
- Disponibile dal: 19/03/2021
Se la Sicilia non evoca in voi solo dolci strepitosi e il commissario Montalbano, e pensate invece con una certa commozione ad alcune storiche realtà musicali di quella terra, non indugiate: i Feretri sono una band da scoprire, seguire e sostenere.
La one-man band del misterioso Snor Flade è attiva ormai da sette anni, guidata dalla scelta decisa di restare nei meandri dell’underground assoluto, con pochissime copie stampate e praticamente la sola distribuzione digitale. Anche musicalmente, non si cerca certo di essere accattivanti, da queste parti; il sound e la produzione rimandano al nostro glorioso dark metal e al proto-black antecedente all’esplosione della scena norvegese, potremmo dire a metà strada tra il gusto campestre e oscuramente bucolico degli Inchiuvatu e la ferocia cupa dei Sinoath, giusto per citare alcuni gloriosi compaesani della band. Niente fiocchi e abbellimenti, ritmiche semplici e suoni sporchi, pochi campionamenti a ingrossare un suono fatto di chitarre zanzarose, batteria secca e voce roca, ma efficacissimi per accrescere un senso di orrore ed esoterismo. E sono del resto l’introspezione e il percorso di ricerca occulta di Snor Flade i temi che percorrono questo disco così fuori dal tempo, eppure tutt’altro che ingenuo.
Quando anzi il musicista palermitano si concede piccoli vezzi, come nella rullata in stereo che apre “Misanthropic Astral Realm”, un pezzo degno dei Kreator del 1985, e soprattutto nella deriva eterea, psichedelica e maligna del brano conclusivo, ci si rende conto come in questi brani così ‘semplici’ sia racchiusa più cattiveria e zolfo che in mille produzioni tipiche dei giorni nostri.
