FERUCH – Feruch

Pubblicato il 02/12/2025 da
voto
6.5
  • Band: FERUCH
  • Durata: 00:41:33
  • Disponibile dal: 20/11/2025
  • Etichetta:
  • Masked Dead Records

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I Feruch prendono il nome dall’omonimo gruppo montuoso che fa parte dei Monti del Sole nelle Dolomiti bellunesi, e arrivano con il presente, omonimo full-length – uscito a marzo in vinile per Dolomia Nera e ora proposto in versione CD dalla Masked Dead Records – al debutto assoluto.
La band propone un black metal old-school senza troppi fronzoli: finalmente iniziamo ad assistere ad un certo ‘risveglio’ delle nostre zone montane troppo a lungo sopite, dove invece il black metal dovrebbe avere la sua presa più ferrea, ancorata alle alte vette per ispirarsi alla fiamma nera. Ben venga, dunque, una nuova realtà di questo tipo.
Proprio la zona bellunese, in particolare, sembra risvegliarsi sotto le vette delle Dolomiti: si pensi all’uscita dei feltrini Chelmno con “Decadence Of Ego” nel 2025 (prodotto anch’esso in formato vinile dalla Dolomia Nera) oppure come dimenticarsi dei Delirium X Tremens, death metal band con l’amore per le proprie montagne con tanto di cori alpini! Ora arriva anche questo nuovo capitolo, intitolato “Feruch”, che è unito da un filo rosso con le band citate precedentemente per stile musicale o per vocazione.

L’album dei Feruch parla, con la sua nera musica, di misticismo, antiche tradizioni, appartenenza, guerre (in queste terre ovviamente il grande scontro di riferimento è quello della Prima Guerra Mondiale), sacrifici e forze della Natura.
La produzione è buona, i suoni sono profondi e le chitarre hanno un tono notturno, quasi lugubre. Il cantato è in italiano, e questo elemento da subito fa accostare i Feruch ad alcuni degli innumerevoli gruppi black metal (dai Tenebrae In Perpetuum ai Frangar e Spite Extreme Wing) che hanno scelto la nostra lingua per esprimersi.
L’album parte bene, con un primo brano diretto (“Ferùch”, appunto) e sostenuto da un riff potente con dei tratti melodici; in generale la struttura dei brani è piuttosto lineare, ma ben pensata ed eseguita, con i riff a sorreggere le canzoni e alcuni cambi di tempo forse un po’ prevedibili, ma figli dell’approccio un po’ minimalista dei nostri.
I Feruch non sono uno di quei gruppi dai quali è lecito sorprendersi, puntano dritto al sodo: “Sotto Il Segno Del Fulmine”, forse il miglior capitolo, è costruita su un riffing maestoso che ben esprime la magniloquenza della Natura, specialmente in un territorio dominato da possenti ed affascinanti montagne. Lo screaming alla lunga risulta un po’ monocorde e non regala grandi sussulti; su questo aspetto si poteva magari lavorare maggiormente.
La prima metà dell’album è forse la migliore, ma anche quella dove il gruppo non azzarda mai una soluzione originale, rimanendo in tutto e per tutto fedele al diktat dal purismo black metal.

I propositi dei Feruch risultano, in conclusione, comunque interessanti: si può dire che il gruppo si sia già creato un’identità ben precisa sin dal proprio debutto, ora si tratta di caratterizzare maggiormente la mera proposta musicale sviluppando una maggiore personalità, aggiungendo magari un pizzico di originalità pur lasciando incontaminato il black metal alla base. Band interessante, da tenere d’occhio.

TRACKLIST

  1. Ferùch
  2. Sotto Il Segno Del Fulmine
  3. Celebrazione Funerea
  4. Evocazione Della Dama Bruna
  5. Stria
  6. Rituale Aureo
  7. Il Raccolto Di Novembre
  8. Alba Nera Perpetua
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