FETID – Steeping Corporeal Mess

Pubblicato il 09/06/2019 da
voto
7.0
  • Band: FETID
  • Durata: 00:32:17
  • Disponibile dal: 07/06/2019
  • Etichetta: 20 Buck Spin
  • Distributore: Audioglobe

Originari di Seattle e amici di vecchia data di altre promettenti realtà del circuito underground death metal nordamericano (Mortiferum, Cerebral Rot, Scolex, ecc), i Fetid condividono con i loro emergenti compari un viscerale interesse per il death metal più crudo e cavernoso, legato indissolubilmente all’operato di certe formazioni di culto dei primi anni Novanta quanto a quello di gruppi spuntati sull’onda del revival old school dell’ultimo decennio. Sotto l’egida della sempre più attenta 20 Buck Spin, il trio pubblica ora il full-length d’esordio, in cui vengono raccolte tutte le orrende visioni frutto delle protratte ricerche nella storia del genere e dei concerti sostenuti negli ultimi anni (la band ha persino preso parte al rinomato Kill-Town Death Fest di Copenhagen nel 2018).
Con un artwork di copertina insolitamente sfavillante, “Steeping Corporeal Mess” svolge i suoi foschi orditi narrativi attraverso cinque movimenti all’interno dei quali si susseguono di continuo riff di chitarra paludosi e ignorantissimi che rimandano alle atmosfere tipiche di vecchie glorie come Autopsy e Rottrevore, ma anche a quelle di vere e proprie cult band come gli Infester di “To the Depths, in Degradation”. Chi ha familiarità con i nomi citati, avrà probabilmente già intuito come la proposta dei Fetid abbia davvero poco di tecnicamente sofisticato: il sound si rivela piuttosto una convincente miscela di down-midtempo da cavernicolo, groove immane e qualche breve accelerazione a spezzare l’andatura ciondolante. Giusto il breve incipit da colonna sonora horror anni Settanta di “Draped in What Was” riesce a squarciare per un pochino il mood opprimente del disco: per il resto, siamo di fronte ad un gruppo che sembra trovare piacere solo nell’appesantire ciò che è già pesante. Si percepisce piuttosto chiaramente come la band si trovi particolarmente a proprio agio quando le trame rallentano e diventano più quadrate. Immaginate gli Undergang dei primi due album con brani dalla durata media più consistente e avrete un’idea ancora più precisa di cosa offrano questi giovani statunitensi. Volgarissimo death metal d’intrattenimento, commistione azzeccata tra derive doom e squarci da pogo. Un viaggio sonoro di rara crudezza, proprio come una bella pellicola splatter dei tempi che furono.

TRACKLIST

  1. Reeking Within
  2. Cranial Liquescent
  3. Consumed Periphery
  4. Dripping Sub-tepidity
  5. Draped in What Was
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.