8.0
- Band: FEVER 333
- Durata: 00:18:00
- Disponibile dal: 23/10/2020
- Etichetta:
- Roadrunner Records
- Distributore: Warner Bros
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Il 25 maggio 2020 a Minneapolis l’afroamericano Goeorge Floyd viene ucciso dal poliziotto bianco Derek Michael Chauvin, con testimoni e diversi filmati che documentano senza possibilità di fraintendimenti l’accaduto. Il mondo intero rimane sconvolto da tale notizia, tanto più gli Stati Uniti d’America, che a discapito della pandemia non rinunciano ad organizzare manifestazioni contro la violenza della polizia e i crimini razziali. Jason Aalon Butler, frontman dei Fever 333, si unisce alle marce e alle proteste per tredici giorni, mettendosi immediatamente dopo a scrivere le canzoni di questo EP, che rappresenta la terza raccolta di tracce ufficiale del gruppo. Nutrito da un impellente senso di ingiustizia, rabbia e risentimento il contenuto non può essere che ruvido, durissimo e battagliero quanto l’esordio “Made An America”. Gli unici accenni di melodia, che riprendono il modello “Strenght In Numb333rs”, sono confinati nel finale con “Last Time” e “Supremacy”, mentre il resto sono molotov e tafferugli (“Bite Back”, “U Wanted A Fight”), hip-hop da battaglia e pugno alzato (“Block Is On Fire”, “Wrong Generation”, “Walk Through The Fire”), con il momento di caos hardcore punk rappresentato da “For The Record”, con l’ospitata di Walter Delgado dei Rotting Out. Nonostante le indubbie capacità liriche di Butler il linguaggio più frequente è quello ripetitivo dello slogan, utilizzato in maniera ossessiva e vibrante come nei dischi dei Rage Against The Machine e riportato al linguaggio moderno e contaminato della band. “In questo progetto l’arte è prima di tutto attivismo” dichiara il frontman, di conseguenza quando sono nel loro ambiente naturale i Fever 333 non sbagliano una nota, unendo politica ed attitudine ed esprimendosi al meglio con un’urgenza che zittisce.
