FINAL FRIGHT – Artificial Perfection

Pubblicato il 31/07/2015 da
voto
5.5
  • Band: FINAL FRIGHT
  • Durata: 00:40:52
  • Disponibile dal: 23/05/2015
  • Etichetta: Nightbreaker Productions
  • Distributore:

I trentini Final Fright giungono al debutto discografico con questo “Artificial Perfection” dopo aver dato alle stampe un demo ed un EP nel giro di un paio di anni. La proposta musicale dei Nostri affonda le proprie radici in un thrash metal molto primordiale e caro a quanto fatto da band come Exodus, Anthrax e Forbidden, senza disdegnare più di una strizzata d’orecchio al crossover thrash alla DRI e SOD. Detto che il quintetto di Cavalese è alle prese con un filone musicale dove l’innovazione non è di certo richiesta, ciò su cui ci si deve necessariamente concentrare è un songwriting il più possibile incisivo, trascinante, coinvolgente e che in qualche modo rimanga ben ancorato al cervello dell’ascoltatore. Purtroppo però è proprio sotto questo punto di vista che dobbiamo rimarcare le lacune più evidenti di questi ragazzi: i brani sono tutti molto, troppo simili tra di loro, il riffing è per lo più monotono e ripetitivo, così come la fase ritmica, sempre con il piede piantato a tavoletta sull’acceleratore e con pochissime variazioni sul tema. Le parti vocali sono pochissima roba tra la mancanza di personalità, una timbrica per lo più monocorde con groove e pathos ridotti ai minimi termini e canzoni mono tonalità. A tenere almeno parzialmente in piedi la baracca sono, forse, le parti solistiche che francamente sono uno degli aspetti più positivi di “Artificial Perfection” con assoli ben fatti, inseriti in maniera logica con una durata non eccessiva e con melodie tutto sommato piacevoli e funzionali al contesto. Probabilmente in sede live i Final Fright riusciranno ad essere più incisivi e coinvolgenti che su album, non sarebbe di certo la prima volta che un gruppo non riesce a riportare su disco tutto l’entusiasmo che invece riesce a riversare sul pubblico, calcando le assi di un palco. Tuttavia oggi ci siamo trovati alle prese con un platter che, con tutte le giustificazioni circa le ingenuità che si possono commettere in un album di debutto, non riesce a raggiungere la sufficienza.

TRACKLIST

  1. Cane Arrabbiato (Rabid Dog)
  2. Blind
  3. Human
  4. The Springwood Slasher
  5. You Deserve To Die
  6. My Day
  7. Serial Victim
  8. Parasite
  9. La Polizia Non Può Sparare
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