FINAL LIGHT- Final Light

Pubblicato il 20/09/2022 da
voto
7.5
  • Band: FINAL LIGHT
  • Durata: 00:47:58
  • Disponibile dal: 24/06/2022
  • Etichetta:
  • Red Creek

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James Kent con Perturbator e Johannes Persson con i Cult Of Luna sono due personaggi cardine di quello è l’attuale universo metal. Un mondo sempre più sfaccettato, contaminato, con un fitto dialogo tra artisti dai background più disparati e che attraverso percorsi articolati e poco convenzionali sono andati oltre un certo immaginario legato all’heavy metal, facendo sì che gli stessi fan si aprissero a sonorità prima fuori dai loro radar. Se Persson con il suo gruppo rappresenta una felice dimostrazione di progressione all’interno di canoni estetici e concettuali ben chiari e ardentemente metallici, Kent è colui che ha (ri)portato in auge la synthwave, l’ha introdotta ai metallari tutti d’un pezzo, infine si è a sua volta portato al meticciato, introducendo velature darkwave e post-punk al suono del suo progetto, con l’ultimo disco “Lustful Sacraments”. Un suono ispessito e rombante, rispetto alle prove precedenti, che fa idealmente da ponte a questo disco a firma Final Light.
I semi del progetto li getta Walter Hoeijmakers, direttore artistico del Roadburn, che nel 2019 commissiona ai due artisti un lavoro in comune, da presentarsi in anteprima proprio al celebre festival olandese. Una casistica che di recente ha dato origine a dischi di notevole fascino ed eclettismo e che il duo Kent-Persson predispone in quel di Parigi. Poi arriva la pandemia, il Roadburn non si può tenere e anche il disco rimane congelato. Fino a un certo punto, perché la forzata sosta permette di perfezionare quanto composto, fino alla sua forma definitiva. Final Light è album di forte cupezza, soffocante, un perfetto punto di incontro e sfogo dell’ultima incarnazione di Perturbator e dei Cult Of Luna più cinematografici. Nel caso della band svedese, a emergere con forza è la sua sembianza più sperimentale e algida, quella del capolavoro “Vertikal” del 2013, con i sintetizzatori a marcare il territorio e a prendere il sopravvento nel dettare l’atmosfera del disco.
È un nero monolite traslucido, “Final Light”, brutale e decadente, squadrato e ossessivo. Gronda inquietudine e rabbia, assecondando gli stati d’animo negativi dei due artisti, che non fanno nulla nel corso dell’album per dissipare il costante clima plumbeo.
I sentori di apocalisse sono qualcosa che Persson sa evocare benissimo con la sua chitarra e la sua voce, in questo caso sembra ci prenda particolarmente gusto, con una prestazione vocale ancora più viscerale del consueto. O forse questa sensazione è dovuta all’inserimento in un involucro sonoro dagli inesistenti sprazzi di luce; l’interazione tra i soundscape di Perturbator e le chitarre è eccellente, la mente divaga grazie a suoni immaginifici e sinuosi, ma viene tenuta ancorata al suolo da un gorgogliare chitarristico nefasto e pesantissimo. È una forma di industrial cerebrale, martellante e tremebonda quella di Final Light, scabra e avara di armonie di alleggerimento: ci sono, quando compaiono sono magnifiche, sono dispensate con avarizia proprio per non illudere, non mutare l’atmosfera. Ci sono progressioni coinvolgenti e grondanti enfasi liberatoria, come quella nel mezzo di “In The Void”, non abbastanza per rompere il grumoso rantolare dell’album. I sintetizzatori paiono offrire pallide vie di fuga, in contrapposizione a chitarre sempre livide e abbattute: un contrasto che diventa facilmente piena concordanza, nel perseguire pessimismo e distruzione, con un linguaggio solo in parte noto e che prende una piega tutta sua grazie all’interazione di Kent e Persson.
Il multiforme affresco sonoro di “Final Light” pecca leggermente di prolissità e di una certa ripetitività nelle strutture; alcune soluzioni sembrano tornare ciclicamente in voga durante la tracklist, gettando una patina di uniformità sulle diverse tracce. Un peccato tutto sommato veniale, a fronte di una qualità complessiva nella scrittura e soprattutto negli arrangiamenti pienamente all’altezza dei nomi coinvolti. Final Light è una collaborazione che ha saputo esprimere qualcosa di meritevole, da affiancarsi alla discografia principale di Cult Of Luna e Perturbator senza timori reverenziali.

TRACKLIST

  1. Nothing Will Bear Your Name
  2. In the Void
  3. It Came with the Water
  4. Final Light
  5. The Fall of a Giant
  6. Ruin to Decay
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